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Fuga da M5S dopo il mancato accordo con Alde. E Grillo annuncia sanzioni

Bruxelles – Il ‘pasticciaccio’ del mancato accordo con il gruppo europeo Alde, e il conseguente ritorno da Nigel Farage, continua a scuotere il Movimento 5 Stelle. L’eurodeputato Marco Affronte ha dato l’addio a Beppe Grillo e si è unito ai Verdi. Un ‘tradimento’ che ha suscitato la reazione della Rete e dello stesso Grillo. In un durissimo post, il fondatore del movimento ha chiesto le dimissioni e 250mila euro di multa per la grave violazione del codice di comportamento interno.

 

Salta l’accordo con Alde, malumori nel Movimento 5 Stelle sulla strategia

 

Ma Affronte non è l’unico eurodeputato ad aver maldigerito gli eventi degli ultimi giorni. Anche Marco Zanni ha lasciato i colleghi pentastellati, per essere accolto da Matteo Salvini come indipendente, mentre voci si sono rincorse per ore su Daniela Aiuto, prima che lei stessa smentisse l’uscita dal gruppo Efdd. 

L’annuncio di Marco Affronte

Con un post su Twitter, Affronte ha annunciato la rottura con il M5S e il passaggio nel gruppo dei Verdi. “Una decisione molto sofferta”, ha spiegato, “i dubbi ci sono, però non c’erano più le condizioni per rimanere in quel gruppo. Poi ho sentito la necessità di portare avanti delle battaglie e dei lavori, e il gruppo dei Verdi mi è sembrato il più indicato per il ruolo che sto svolgendo al Parlamento europeo”.

 

Da oggi nei #Verdi#EFA https://t.co/UMKVpA5xf4 #greens #m5s

— marco affronte (@marcoaffronte) 11 gennaio 2017

 

Domenica scorsa, dopo l’annunciato voto all’interno del movimento per il passaggio all’Alde (poi fallito), lo stesso Affronte su Fb aveva confermato la sua permanenza nel gruppo Efdd, criticando però le “modalità” con cui si era arrivati alla votazione: una decisione presa “all’oscuro di tutti gli eurodeputati”.

“Superficialità e risposte non soddisfacenti: ecco perché me ne vado”

Il malessere, espresso già allora, è sfociato nella decisione di andarsene. Una scelta ardua ma necessaria, ha sottolineato Affronte. “La questione è stata trattata con una superficialità che un Movimento così grande non può permettersi ma tutto sommato forse ci si poteva passare sopra. Ma avevo già molte cose che bollivano dentro… Lunedì (9 gennaio, ndr) in un incontro con Grillo e Casaleggio ho chiesto ed espresso loro molti dubbi su alcune cose che secondo me non funzionano, ma le risposte non sono state affatto soddisfacenti”.

All’eurodeputato non sono piaciuti gli eventi degli ultimi giorni, con l’addio frettoloso agli euroscettici dell’Ukip, il tentativo di entrare nell’Alde, la bocciatura da parte dei liberal-democratici e il ritorno all’Efdd. Il risultato, spiega, è che “in questa fase Farage ha più potere contrattuale, ha il coltello della parte manica dopo che siamo tornati da lui dopo averlo salutato diciamo così…”.

 

Grillo torna nell’Efdd, ma a quale prezzo

 

Affronte non ha nascosto il profondo dispiacere di lasciare i colleghi pentastellati, che “hanno mostrato grandissima stima e rispetto nei miei confronti. E molti hanno già detto e scritto che questa mia uscita per loro è un segnale molto forte, che qualcosa deve cambiare”. Poi, è tornato a puntare il dito contro il Movimento 5 Stelle, che ha perso le sue radici: “E’ vero che nel Movimento si sta un pò troppo spesso zitti. Spero che miei colleghi, che sono persone in gamba e competenti, capiscano che il Movimento può ritornare sui binari originari, che ha perso, e deve ripartire, non dai vertici ma dai deputati che ci mettono la faccia ogni giorno”.

Grillo all’attacco, multa da 250mila euro

E il leader movimento, Beppe Grillo, ha risposto con un durissimo post sul suo blog. “Affronte ha deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle e passare ai Verdi. Gravi inadempienze al rispetto del codice di comportamento prevedono la richiesta di pagamento della sanzione di 250.000 euro prevista dal Codice comportamento per i candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni europee e per gli eletti al Parlamento europeo che lui e tutti gli europarlamentari eletti del Movimento 5 Stelle hanno firmato”.

“Affronte – ha sostenuto leader M5S – dovrebbe dimettersi immediatamente dal Parlamento Europeo e lasciare spazio a un eletto del MoVimento 5 Stelle. Se questo non avverrà, con i soldi della sanzione di Affronte, che gli sarà notificata non appena saranno svolte le procedure burocratiche, aiuteremo i terremotati delle Marche e dell’Umbria”.

Quel ‘foglio’ che prevede la penale da 250mila euro, ha risposto il transfugo, “è solo carta straccia, non ha valore legale”. E cinque attivisti del movimento, ‘epurati’ in occasione delle comunali di Roma e Napoli, hanno annunciato un ricorso al tribunale civile di Roma per sospendere le modifiche del ‘non statuto’ M5S e del regolamento a 5 Stelle, che stabiliscono le espulsioni, approvate on line lo scorso ottobre.

La Rete non perdona, e grida al “tradimento”

Immediata la reazione degli utenti/elettori, che non perdonano ad Affronte il ‘tradimento’. Sui social, c’è chi lo ha minacciato: “Sei un uomo finito. Sarai perseguitato a vita”; “Io dico di fargli pressione sotto casa fino a quando non ci ‘restituisce’ il posto nel Parlamento europeo”. E c’è chi lo ha insultato, dandogli del “traditore”; chi ha scritto che “una meretrice ha più dignità. Un quaquaraquà vale di più ed ha più onore. Mal te ne venga”. 

La maggior parte ha chiesto le sue dimissioni da deputato e il pagamento della penale di 250mila euro previsto dal regolamento pentastellato, una ‘multa’ pensata (e sottoscritta dagli eurodeputati 5 Stelle) con la funzione di deterrente proprio per i cosiddetti ‘cambi di casacca’. Ma c’è anche chi ha sollevato qualche dubbio. Isolati invece i commenti di chi lo appoggia: “Bravo, l’unico che ha avuto un sussulto di dignità rispetto a coloro che si fanno portare in giro con il guinzaglio”. 

Anche Marco Zanni lascia l’Efdd e approda da Salvini

Non solo Affronte. Anche Marco Zanni ha lasciato il movimento ed è stato accolto nel gruppo Enf della Lega e Front National. Una nota del Movimento 5 Stelle Europa ha annunciato l’addio dei due eurodeputati che “da oggi non fanno più parte della delegazione italiana del Movimento 5 stelle all’interno del gruppo EFDD al Parlamento europeo”. 

E’ stato poi lo stesso leader della Lega da Bruxelles a dare il benvenuto nel gruppo a Zanni. “L’Italia non riparte se non torna a decidere in autonomia sulla propria moneta, sulle banche, sull’economia. Marco Zanni, da oggi nel nostro gruppo come componente indipendente, darà una mano a raggiungere questi obiettivi”. E, di fronte al malessere interno al movimento, Salvini rilancia battaglie comuni: “Dopo le capriole di Grillo che ha provato a svendersi ai poteri forti europei, senza riuscirci, tanti elettori e eletti 5 stelle vogliono continuare la battaglia per la sovranita’ monetaria, per controllare le banche e la finanza e i nostri confini, con la Lega possono farlo tranquillamente”. 

Zanni era stato molto critico sulla gestione delle recenti vicende e su Facebook domenica scorsa, giorno della votazione online sul blog per aderire all’Alde, aveva denunciato in un post durissimo “il metodo utilizzato, che non ha nulla a che fare con democrazia diretta”, ribadendo l’appartenenza all’Efdd.

Voci di un addio, poi la smentita: il caso di Daniela Aiuto

Voci su presunte uscite imminenti dal movimento si erano moltiplicate, indicando con insistenza Daniela Aiuto. Con un tweet, è stata proprio l’eurodeputata a smentire.

 

Smentisco i rumors delle ultime ore: da parte mia non ci sarà nessun passaggio ai Verdi e resto nel Gruppo EFDD con il Movimento 5 Stelle.

— Daniela Aiuto (@DanielaAiuto) 11 gennaio 2017

 

La notizia del suo addio ai 5 Stelle si era diffusa dopo che lei stessa aveva presentato richiesta di adesione ai Verdi, che avevano dato il via libera. Ma l’eurodeputata ci ha ripensato e ha comunicato di voler restare con il movimento in Efdd. 

Sembra rientrato anche il disagio di Dario Tamburrano che, dopo aver duramente criticato domenica scorso “la votazione farlocca”, ha preso posizione su Fb, parlando di “crisi finalmente verso risoluzione”. Ringraziando per il sostegno, l’eurodeputato ha ribadito l’appartenenza all’Efdd, il gruppo che “ci ha dato sempre una reale e piena autonomia di voto, di pensiero e di direzioni politiche”. 

 

Per approfondire:

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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