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G20, Renzi a Hangzhou e Shanghai tra economia e cultura

Hangzhou (Cina) – Primo giorno di missione in Cina del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, diviso tra cultura ed economia. La visita del premier e’ cominciata pochi minuti dopo le dieci del mattino, ora locale. Subito dopo l’atterraggio a Hangzhou, la citta’ della Cina orientale che ospitera’ il summit del G20 domani e lunedi’ prossimo, Renzi si e’ recato alla West Lake State Guest House, nel centro (blindato) della citta’ per incontrare il presidente cinese, Xi Jinping, il padrone di casa del vertice dei capi di Stato e dei primi ministri del gruppo dei Venti. Con Xi, Renzi ha parlato soprattutto di economia e cultura, temi che sarebbero tornati nel corso della giornata, durante i successivi impegni del premier. Il presidente del Consiglio ha ringraziato Xi per la solidarieta’ mostrata all’Italia dopo il terremoto di Amatrice del 24 agosto scorso. “Per noi e’ importante sentire la vicinanza e l’affetto” del governo cinese, ha spiegato Renzi, che a colloquio con il leader di Pechino ha sottolineato come il summit del G20 “si inserisce in un momento di rafforzamento delle relazioni” tra i due Paesi.

Lasciata la sede dell’incontro con Xi, Renzi ha poi avuto un pranzo con alcuni tra i piu’ noti tycoon cinesi, a cominciare da Zhang Jindong, il presidente del gruppo Suning, che a giugno scorso ha rilevato l’Inter, e da Ren Jianxin, il presidente di China National Chemical, il gigante della chimica cinese, oggi proprietario della Pirelli. Gli altri grandi nomi presenti all’incontro erano quelli delle conglomerate Fosun e Poly Group, del colosso bancario Bank of China, di State Grid Corporation of China, il maggiore ente di distribuzione di energia elettrica della Cina, e del gruppo immobiliare Vanke. Dai tycoon e’ arrivato un riscontro di interesse per le riforme varate dal governo, e sul piano operativo, anche una prima manifestazione di interesse da parte del gruppo Suning verso la promozione e la vendita dei prodotti italiani tramite le proprie piattaforme e punti vendita in Cina. L’importanza della cultura e’ tornata al centro delle parole del premier durante il discorso alla Tongji university, dove Renzi si e’ recato per celebrare i dieci anni dalla nascita del campus sino-italiano, istituito nel settembre 2006. Renzi ha sottolineato la “sintonia” tra Italia e Cina in campo culturale. “Cina e Italia condividono la stessa sfida: essere orgogliosi del passato e costruire il futuro”, ha affermato di fronte agli studenti cinesi e italiani della Tongji. I rapporti economici non sono gli unici che contano, ha continuato. “Italia e Cina sono legate da un valore piu’ forte: l’amicizia come elemento qualificante che trova il proprio svolgimento nella cultura e negli ideali”. Tra gli esempi migliori, Renzi ha citato la ratifica, oggi, dell’accordo sul clima da parte della Cina: un esempio “da non sottovalutare” per il premier. Renzi ha citato anche i problemi del terrorismo e delle minacce che incombono sull’Europa. La risposta, ha affermato, “non e’ solo militare, ma anche culturale”, ha detto. “Per ogni euro speso nell’area militare, ci deve essere un euro speso nella qualita’ della vita”, un campo in cui “l’Italia e’ in prima fila”.

La serata e’ poi proseguita con l’incontro con gli imprenditori italiani alla House of Roosevelt, ristorante tra i piu’ esclusivi sul Bund, il lungo-fiume di Shanghai. Alla cena erano presenti alcuni grandi nomi dell’imprenditoria italiana, tra cui Ferrero, Luxottica, Prada, Fiat, Brembo, Ferrari, Fincantieri, Marcegaglia, Unicredit, Mps, Intesa Sanpaolo, Gucci, Msc Crociere e Vinitaly. Con gli imprenditori italiani che vivono in Cina, il premier ha sottolineato le possibilita’ che si possono aprire per l’Italia. “Il mondo va verso una direzione che esalta le possibilita’ dell’Italia, purche’ l’Italia la smetta di piangersi addosso, faccia le riforme e sia pronta a scommettere sul futuro”. Renzi ha commentato anche gli ultimi dati provenienti dall’economia, tema su cui e’ tornato brevemente sia durante il discorso alla Tongji, che nell’incontro con gli imprenditori italiani a Shanghai. La crescita e’ “piu’ bassa delle nostre aspettative”, ha detto, ma e’ “decisamente un passo avanti rispetto alla crisi che affrontavamo” nel 2014, all’epoca della prima visita in Cina come presidente del Consiglio. “C’e’ una discussione sulla crescita perche’ c’e’ chi dice che una crescita dello zero virgola e’ ancora bassa, il che e’ vero, ma chi lo dice ignora che fino a due anni fa l’Italia stava a meno due di crescita del pil”. L’incontro con gli imprenditori e’ stata anche l’occasione per annunciare la prossima visita in Cina, nel 2017, sia del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dello stesso Renzi. Per il prossimo viaggio in Cina, il presidente del Consiglio pensa a una visita “ad alcune citta’ che vedono la presenza di realta’ italiane” sul territorio cinese, mentre sul lungo periodo ribadisce l’importanza dell’economia e della cultura come cifra dei rapporti tra Italia e Cina. “Da qui al 2020 dobbiamo investire su universita’ e scuola e migliorare assolutamente interscambio”, ha concluso il premier, prima di tornare a Hangzhou, in vista del summit del G20 di domani, che sara’ preceduto dall’incontro con Jack Ma, alla sede centrale di Alibaba, il gigante dell’e-commerce cinese fondato dallo stesso Ma nel 1999. (AGI) 

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