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Gabrielli "più soldati a Roma"

Roma – “Abbiamo aumentato la presenza” di forze dell’ordine e “c’è allo studio l’implementazione dei contingenti militari. Vedremo quello che il governo ci metterà a disposizione”. Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, all’indomani degli attentati di Bruxelles. “Le parole di ieri del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno non possono che essere indicative di una attenzione che verrà confermata dagli atti che verranno assunti in queste ore. La capitale è più attenzionata rispetto ad altre città d’Italia – ha assicurato il prefetto Gabrielli – se non altro per il numero delle forze in campo: nessun’altra città italiana ha un dispositivo cosi’ importante, in un territorio così vasto e con così tante persone che lo frequentano”. Rispondendo ai giornalisti, Gabrielli ha affermato che “in una stazione come Termini, che muove ogni giorno 500mila persone, non si puo’ pensare di effettuare controlli singoli con il metal detector, e i controlli o si fanno o non si fanno. Questi signori ci hanno insegnato, inoltre, che gli attentati vengono fatti prima e non dopo i controlli”, ha aggiunto Gabrielli, “come è avvenuto ieri o quattro mesi fa all’esterno dello Stade de France a Parigi”. Il prefetto ha ribadito che “siamo dentro ad una minaccia e lo stiamo dicendo da tempo, non ci sono segnali di progetti terroristici specifici ma questo non significa che dobbiamo stare tranquilli. Dobbiamo vivere la nostra vita perche’ il modo per sconfiggere questi signori è fare esattamente questo”, ha spiegato Gabrielli, assicurando che “gli apparati stanno mettendo in campo uno sforzo importante”. Tuttavia, ha osservato il prefetto, “in una città come Roma, con innumerevoli luoghi di aggregazione che non sono solo le metropolitane o gli aeroporti, non si possono fare previsioni particolari: dobbiamo capire che queste persone non seguono i nostri calendari o le nostre preoccupazioni ma gestiscono i loro comportamenti in base a quello che e’ il loro obiettivo, cioe’ creare terrore, e il terrore si crea colpendo in maniera indiscriminata”. “Dobbiamo accettare l’idea – ha detto ancora Gabrielli – che questi fenomeni non avranno un tempo limitato e, come quella degli Anni di piombo, sono stagioni lunghe che comportano dei prezzi importanti”. Per il prefetto, “Tutte queste vicende ci insegnano che, piu’ che sugli effetti, dobbiamo lavorare sulle cause, soprattutto sull’aspetto culturale e sull’integrazione”, ha aggiunto Gabrielli, perché “ricette a breve termine per eventi cosi’ complicati e complessi io non ne riesco a vedere”. (AGI) 

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