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Gaffe e scandali, Trump in caduta libera. Clinton vola nei sondaggi

Roma – Il candidato repubblicano alle presidenziali dell’8 novembre Donald Trump continua la serie di affondi scomposti ripetendo come un mantra le accuse contro la stampa alleata della rivale democratica Hillary Clinton e sostiene che combatte contro elezioni truccate, precostituendo apparentemente le condizioni per contestare l’esito del voto in caso di sconfitta. Un’eresia negli Usa. Ma l’animosità di Trump gli si ritorce contro. Domenica non sono emerse nuove donne – siamo fermi a quota 9 – ad accusarlo di averle molestate ma l’acredine con cui attacca tutti quanti non la pensa come lui gli sta costando carissimo.

TUTTI I SONDAGGI PER CLINTON

Domenica tutte i sondaggi hanno un unico elemento in comune: Clinton conduce a livello nazionale e negli stati chiave. In alcuni casi cambiano solo i numeri del distacco. Se per ‘Nbc/Wall Street Journal’ Clinton stacca di ben 11 punti (48% a 37%, massimo vantaggio) Trump (6 punti in più rispetto a settembre), questo margine si riduce a soli 4 punti (erano 2 il mese scorso) per il sondaggio Abc/Washington Post che dà’ l’ex segretario di Stato al 47% e il candidato del Grand Old Party (Gop) al 43%. Queste le tendenze a livello nazionale ma ancora più significativi i numeri a livello locale (L’elezione del presidente degli Stati Uniti è indiretta. L’inquilino della Casa Bianca è nominato non dai singoli cittadini ma da 538 grandi elettori espressi dai 50 Stati in proporzione alla popolazione e non alla loro superficie. Vince chi si aggiudica almeno 270 voti) Hillary Clinton, scrive la Cbs, ha allargato il suo consenso tra le donne, il che le garantisce un vantaggio del 6% su Donald Trump in 13 stati chiave in vista dele presidenziali Usa dell’8 novembre.

Molotov contro sede Gop in North Carolina

La candidata democratica alla Casa Bianca è avanti sul rivale repubblicano 46% a 40% in New Hampshire, Pennsylvania, Virginia, North Carolina, Georgia, Florida, Ohio, Michigan, Wisconsin, Iowa, Colorado, Nevada e Arizona. L’indagine ha inoltre evidenziato il vantaggio di 15 punti dell’ex first lady tra l’elettorato femminile: il 77% delle donne sostiene Trump, contro l’84% che si sono dichiarate in favore di Clinton. Inoltre quasi i tre quarti delle donne (73%) hanno dichiarato che il candidato repubblicano non rispetta il genere femminile e il 70% delle intervistate si sono sentite offese dal lunguaggio sessista emerso da un video del 2005 che ha fatto nei giorni scorsi irruzione nella campagna.

PENCE PRENDE LE DISTANZE DA TRUMP SU RUSSIA E BROGLI

Il candidato repubblicano alla vicepresidenza Mike Pence a 22 giorni dalle elezioni opera dei distinguo profondi da Trump. Da ultimo Pence ha sostenuto, a differenza del suo ‘boss’, che effettivamente “ci sono più e più prove che coinvolgono la Russia (nel tentativo di influenzare le elezioni Usa, ndr) e penso che ci dovrebbero essere gravi conseguenze” per Mosca, ha detto Pence prima alla Nbc. Sulle accuse di brogli di Trump l’attuale governatore dell’Indiana tenta di gettare acqua sul fuoco assicurando che il candidato del Gop “accetterà assolutamente il risultato del voto”. Le parole di Pence suonano irrituali negli Usa, dove l’esito delle urne è stato sempre rispettato. Ma nel caso di Trump, il suo insistire nel parlare di “elezioni manipolate (rigged, ndr)” sembra una tattica per preparare il terreno al non ammettere la sconfitta nel caso di vittoria della rivale democratica la sera dell’8 novembre. Nella storia delle elezioni Usa una volta concluso lo scrutinio dei voti chi ha vinto è il presidente di tutti, anche dello sconfitto. Al massimo nel 2000 sono dovuti intervenire i giudici quando lo scarto tra il democratico Al Gore ed il repubblicano George W. Bush in Florida – lo Stato su cui si giocò tutto – fu di soli 537 voti. Ma anche nel celebre precedente tra John F. Kennedy e Richard Nixon nel 1960, quando la differenza fu di 112.000 voti a livello nazionale, il candidato repubblicano pur sottolineando lo scarto risicato non arrivò a contestare formalmente l’esito del voto.

CLINTON SCOMPARSA LASCIA LA SCENA TRUMP AUTOLESIONISTA

Da quando ha capito che più Trump parla e più perde voti, Hillary Clinton si è di fatto eclissata. Nella sua agenda non sono previsti interventi pubblici fino all’ultimo duello tv, quello del 19 ottobre a Las Vegas e dopo quello – al momento – non ne sono previsti altri per tutto il mese di ottobre. Per lei faranno comizi il marito Bill Clinton, che oggi ha due interventi in New Hampshire, l’ex rivale alle primarie Bernie Sanders, il candidato vicepresidente Tim Kaine, la figlia Chelsea. Iperattivo, invece, e spesso politicamente suicida il rivale repubblicano: Trump sarà a Green Bay in Wyoming, martedì 18 interverrà a Colorado Springs alle 13 locali e solo due ore dopo si sposterà a Grand Junction sempre in Colorado. Mercoledì si preparerà all’ultimo duello tv a Las Vegas dove dovrà tentare di tutto per provare a recuperare le due debacle precedenti. (AGI) 

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