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Galan massone. Il M5s sulle tracce di eventuali confratelli magistrati e depistatori

Galan massone. Il M5s sulle tracce di eventuali confratelli magistrati e depistatori-Redazione- Che Giancarlo Galan, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul Mose di Venezia, fosse un massone è stata una notizia, per i più, certo non sconvolgente. In tanti, infatti, avevano spesso e volentieri vociferato in merito alla sua affiliazione nel Grande Oriente d’Italia, l’ordine massonico più antico del Paese, e quindi non sono rimasti sorpresi, nel luglio scorso, nello scoprire grazie al Corriere del Veneto della sua richiesta di “entrare nel sonno” a causa del suo arresto. Successivamente, il giorno seguente, lo stesso quotidiano aveva pubblicato un’intervista a Stefano Bisi, il Gran Maestro della loggia, in cui si confermava di fatto l’affiliazione di Galan.

 

Ora, a circa 20 giorni dalla scoperta, il Movimento Cinque Stelle affila le lame: otto deputati del partito di Beppe Grillo hanno infatti presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Interno, Alfano, con la quale si richiedono verifiche sull’’eventuale adesionealla stessa loggia di magistrati o di altri funzionari pubblici, i quali, a loro dire, avrebbero potuto depistare le indagini sul Mose. 

“Si ammette da Stefano Bisi che Galan è appartenuto alla massoneria fino a pochi giorni orsono, cosa che suscita curiosità senz’altro come outing pubblico di un fratello massone su un altro fratello”, scrivono dunque Arianna Spessotto Emanuele Cozzolino, Francesca Businarolo, Marco Brugnerotto, Federico D’Incà, Diego De Lorenzis, Marco Da Villa e Silvia Benedetti. “L’inchiesta penale veneziana sul Mose”, proseguono, “sta delineando in queste settimane un quadro fosco e preoccupante di intrecci tra funzionari pubblici corrotti e concussi, politici e imprese corruttrici, uomini di assoluto rilievo dei servizi segreti e delle forze di polizia, quasi una sorta di polizia parallela, infedele che ostacolava le indagini dei pubblici ministeri veneziani; non si può escludere l’esistenza di una rete pervasiva e devastante operante in Veneto, e non solo lì, per la copertura e il depistaggio sulle gravi violazioni penali seriali condotte per l’affaire Mose”. D’altronde, come ricordano anche i deputati nella loro interpellanza, una sentenza di Cassazione dichiarava che “l’affiliazione alla massoneria di un magistrato o di un ufficiale di polizia giudiziaria preclude di per sè l’imparzialità”.

L’appartenenza del Galan alla massoneria”, dunque, “non può non destare molta preoccupazione in relazione all’eventuale appartenenza alle logge di funzionari pubblici e in particolare appartenenti alle Forze armate, Guardia di finanza e Arma dei carabinieri, con funzioni di polizia e di polizia giudiziaria, e inoltre alla magistratura”. Per questo, a fronte di tutto ciò, avanzano due richieste al Viminale: “Acquisire elementi presso le prefetture del Veneto per verificare, presso gli appositi elenchi, se risulti la presenza di affiliati alle logge massoniche di magistrati e appartenenti alle Forze armate con compiti di polizia” e “Promuovere iniziative disciplinari urgenti, ove ne sussistano i presupposti nei confronti di magistrati e appartenenti alle Forze armate per i quali si verifichi l’eventuale sovrapposizione di appartenenza a logge massoniche e di sottoposizione ad avviso di garanzia per reati attinenti allo scandalo Mose”.

-11 agosto 2014-

 

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