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Gaza. Sopravvissuti all’Olocausto scrivono a Israele: “Fermi il genocidio palestinese”

Gaza. Sopravvissuti all’Olocausto scrivono a Israele: “Fermi il genocidio palestinese”-Redazione-“Come ebrei sopravvissuti e discendenti di sopravvissuti e vittime del genocidio nazista inequivocabilmente condanniamo il massacro di palestinesi a Gaza e l’attuale occupazione e colonizzazione della storica Palestina”.

Sono queste le parole scelte da 327 persone, in una lettera pubblicata sul New York Times e indirizzata a tutti gli ebrei del mondo, affinché Israele fermi il prima possibile il genocidio di palestinesi che si sta vedendo compiuto a Gaza.

Promossa dall’International Jewish Anti-Zionist Network, la missiva condanna “il massacro dei palestinesi a Gaza” operato da Israele e critica aspramente gli Usa e i paesi occidentali, colpevoli di sostenere economicamente e proteggere lo Stato Ebraico, anche grazie all’assenza di prese di posizione nette. “Il genocidio comincia sempre con il silenzio“, scrivono i sopravvissuti alla furia nazista.

Il tutto trae origine dal testo, rispreso da numerosi giornali tra cui il Washington Post e il Guardian, in cui il premio Nobel Elie Wiesel paragona Hamas ai nazisti accusandoli di compiere sacrifici di bambini. “Siamo disgustati e oltraggiati dall’abuso fatto da Wiesel della nostra storia in quelle pagine per giustificare l’ingiustificabile”, scrivono però i sopravvissuti. “Gli sforzi di Israele per distruggere Gaza e l’uccisione di oltre 2.000 palestinesi, tra cui centinaia di bambini. Nulla può giustificare il bombardamento di rifugi dell’Onu, case, ospedali e università”.

“Dobbiamo tutti alzare la voce e usare il nostro potere collettivo per arrivare alla fine di ogni forma di razzismo, compreso il genocidio di palestinesi in corso”, precisano dunque i firmatari. “Chiediamo un’immediata fine dell’assedio e dell’embargo a Gaza”, invitando tutti ad attuare “un totale boicottaggio economico, culturale e accademico di Israele”.

Lo slogan “‘Mai più‘”, si chiude la missiva, “deve valere per tutti”.

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