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Gentiloni, Putin e i sei accordi di Sochi

Incontro bilaterale a Sochi tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il premier italiano, Paolo Gentiloni. Il leader russo ha definito “significativi e produttivi” i colloqui con i presidente del Consiglio, che, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di “trovare punti comuni” con la Russia “per risolvere le crisi internazionali”, rilanciando così – a 10 giorni di Taormina – il ruolo dell’Italia come ponte tra Mosca e la comunità internazionale.

La cooperazione economica deve crescere

In primo piano sul tavolo del bilaterale di Sochi c’è stato il tema del potenziamento della cooperazione economico-commerciale bilaterale, sullo sfondo di segnali di ripresa decisa dell’interscambio (quasi +30% nei primi due mesi del 2017). Alla presenza di Putin e Gentiloni sono stati firmati sei accordi, con protagonista il settore dell’oil & gas. 

  1. Eni ha firmato un accordo con cui rilancia le sue attività con la major energetica di Stato Rosneft. 
  2. La Rosneft ha aperto alla cooperazione industriale con la Pietro Fiorentini che in prospettiva porterà alla creazione di joint-venture italo-russe, per la produzione in loco.
  3. Accordo di cooperazione tra la Rosneft e un’altra Pmi italiana, la Tecnoclima. Anche in questo caso porterà alla creazione di joint-venture per la produzione in loco.   
  4. Accordo per la formazione di tecnici e ingegneri russi dell’oil & gas firmato dal Politecnico di Torino con l’università Mgimo di Mosca
  5. Un altro accordo è stato firmato dal Politecnico di Torino con l’università moscovita Gubkin per la formazione di tecnici e ingegneri russi dell’oil & gas
  6. Unico accordo ad esulare dal settore energetico è quello firmato dall’Anas, la russa Avtodor e il Fondo russo per gli investimenti (Rdif), per la gestione congiunta di un tratto di 300 km dell’autostrada Mosca-Rostov.

L’obiettivo dell’Italia è sfruttare non solo i segnali di ripresa dell’economia russa, ma anche le opportunità offerte dal nuovo contesto economico russo, in cui Mosca sta cercando di liberarsi dalla dipendenza dall’import e chiede ai partner stranieri trasferimento di know-how e localizzazione della produzione, proprio con il modello delle joint-venture.

Putin va in soccorso di Trump

Il presidente russo Vladimir Putin va in soccorso di Donald Trump e prova a ridimensionare lo scandalo scoppiato negli Usa per la notizia che il capo della Casa Bianca avrebbe rivelato informazioni top secret al ministro degli Esteri russo Lavrov. Il capo del Cremlino approfitta dell’incontro con il premier italiano, Paolo Gentiloni, per parlare di “schizofrenia politica”. E, parlando con la stampa al termine del bilaterale a Sochi, fa sapere che la Russia è pronta a fornire al Senato e al Congresso Usa la registrazione del colloquio avvenuto nello studio Ovale, “se Washington lo riterrà opportuno”

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La precisazione del Cremlino

Passano pochi minuti da questa dichiarazione e il Cremlino tiene a precisare che non di registrazione si tratta ma della trascrizione stenografica. Il nuovo capitolo degli attacchi a Trump per i suoi legami con la Russia occupa, comunque, solo una parte della conferenza stampa congiunta con Gentiloni, nella dacia presidenziale di Bocharov Ruchei, e da cui è emersa con forza la volontà italiana di rilanciare la cooperazione economica bilaterale, con un nuovo approccio più pragmatico, e soprattutto il dialogo politico sui grandi dossier internazionali, in vista del vertice G7 di Taormina.

Nessun segreto nell’incontro Trump-Lavrov

Negli Usa “si sta diffondendo una schizofrenia politica. Trump non ha condiviso con noi nessun segreto, e questo non è bene”, ha scherzato ancora il presidente russo, minacciando di rimproverare il ministro, che presente in sala si è fatto sfuggire una risata. A suo dire, chi negli Stati Uniti diffonde “queste stupidaggini” è “o stupido, perchè non capisce il danno che fa al suo stesso Paese, o comprende tutto e allora è pericoloso”. La Russia non ha alcun segreto da nascondere ed è pronta a fornire la registrazione del colloquio, ha assicurato.

Importante dialogare con Mosca su dossier internazionali

 Il Cremlino aveva annunciato che il colloquio sarebbe servito anche a trasmettere al G7 la posizione russa su una serie di dossier internazionali e regionali; Putin non si è sbottonato a riguardo, limitandosi a scherzare sul fatto che il messaggio consegnato a Gentiloni è “un’informazione segreta”. Il presidente del Consiglio italiano è entrato nei dettagli e ha tracciato i campi concreti, in cui esistono “aree di cooperazione” con Mosca: “Lotta al terrorismo e gestione di alcuni crisi regionali”, come “Libia e Afghanistan”.

La Russia sosterrà il processo di pace in Libia

Il Paese nordafricano è stato al centro dei colloqui e la Russia si è detta disponibile a sostenere il processo di pace con “i colleghi italiani e tutti coloro che sono interessati alla stabilizzazione, compreso l’Egitto”. Secondo Putin, l’incontro del 2 maggio tra il generale Haftar e il premier appoggiato dall’Onu Serraj fa sperare nel raggiungimento della pace in Libia. Siria, Ucraina e Corea del Nord sono stati gli altri grandi temi trattati a Sochi, insieme ai rapporti tra Russia e Ue, che il leader del Cremlino ha detto di non poter definire normali: “è necessario cercare di sbarazzarsi di un’inutile politicizzazione e ripristinare un’atmosfera costruttiva”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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