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Germania, 14 anni alla madre che uccise i 4 figli

Coburgo (Germania) – E’ stata condannata a 14 anni di carcere per gli omicidi di 4 dei suoi figli Andrea Goeppner, 45 anni, avvenuti tra il 2003 e il 2013. L’ex marito, Johann Goeppner, 55 anni, e’ stato assolto dall’accusa di favoreggiamento. La madre era stata arrestata con l’accusa di aver ucciso 8 figli. In aula aveva confessato l’omicidio di diversi bambini, senza pero’ essere in grado di dire con esattezza il loro numero. I due – che avevano entrambi due figli da precedenti relazioni e ne avevano avuti altri tre insieme- secondo l’accusa, “non volevano vedersi limitati da altri figli”: un caso di “egoismo sessuale”. La donna, ha raccontato durante il processo il suo legale, reagiva sempre allo stesso modo: partoriva da sola, avvolgeva il neonato in un asciugamano e lo soffocava, senza badare al fatto che mostrasse segni di vita o meno. Goeppner e’ stata condannata per quattro omicidi, perche’ negli altri casi l’avanzato stato di decomposizione dei corpicini ritrovati non ha permesso di stabilire se i bambini fosse nati vivi; e in un caso, sembra essersi trattato di un feto morto.

Il caso venne alla luce nel novembre scorso, nella piccola localita’ bavarese di Wallenfels, quando la coppia era gia’ separata. Una persona chiamo’ i servizi di soccorso dopo aver trovato il cadavere di un bebe’ trovato nell’abitazione; successive ricerche portarono la polizia a trovare gli altri cadaveri. La donna aveva abbandonato qualche mese prima lla casa e fu arrestata in una pensione di un paesino vicino, insieme al suo nuovo compagno.

Secondo il procuratore, il marito sapeva delle gravidanze e quindi immaginava che la moglie avrebbe ucciso i bambini: considerava dunque l’azione accettabile e non la scoraggiava; anzi la sua passivita’ in qualche modo incoraggiava la moglie ad agire. La madre e il marito avevano consigliato la 45enne a sterilizzarsi, senza convincerla. Quando era rimasta di nuovo incinta nel 2003, lo aveva detto al marito, ma lui aveva reagito “molto arrabbiato” e aveva chiesto un aborto.

Dopo aver infilato i feti in una busta di plastica, la donna metteva i corpicini in una sauna, che serviva da ripostiglio. Dopo l’arresto, in prigione e’ stata sottoposta a esami psichiatrici. Uno studio compito in Germania nel 2015 e’ arrivato alla conclusione che ci sono ogni anno circa 50 casi di uccisioni neonatali: se un primo omicidio passa inosservato, aumenta il rischio che si ripeta. (AGI) 

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