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Germania anno zero: schiavismo e guerra

siria-guerraDi ilsimplicissimus –

Dalla Germania vengono pessime notizie che rischiano ahimè di diventare un’anticipazione e un memorandun e un’agenda per il resto dell’Europa. Quella per esempio dell’ennesima riforma e taglio dei  sussidi di disoccupazione previsti dal sistema Hartz IV e al fatto che in molti casi essi possano diventare dei debiti da pagare e trasferibili ai figli,  qualora prefigurino un comportamento antisociale. Sei milioni di tedeschi disoccupati o impiegati nei precarissimi minijob dai salari elemosina  e 400  mila cittadini  di altri Paesi europei tra cui 71 mila italiani, rischiano di cadere nella nuova trappola, nel nuovo massacro. Perché avere un comportamento antisociale non significa rapinare banche, scippare sugli autobus o mandare affanculo gli impiegati degli uffici di collocamento: basta non accettare un lavoro qualunque con motivazioni “soggettive” vale a dire bassa retribuzione o condizioni del tutto inadatte alle proprie condizioni e competenze, lasciare un minijob o licenziarsi da un posto  di lavoro anche per seguire un nuovo iter di formazione o a seguito di situazioni divenute invivibili.

Come si può  facilmente vedere il comportamento antisociale si sostanzia nel non arrendersi al nuovo schiavismo contemporaneo, visto che lo Stato stesso impone di accettare qualsiasi cosa, salari da fame, condizioni impossibili, magari umiliazioni non dimostrabili in tribunale per aiutarti. In pratica esercita un ricatto affinché ci si assoggetti ad ogni ricatto: l’idea che si tratti di stanare chi ci marcia  può venire in mente solo a qualche bottegaio berlusconiano o al pizzicagnolo clandestino che dirige il Foglio, al punto che le nuove direttive sono state duramente attaccate persino dalla Die Welt ossia dal quotidiano più filogovernativo e ordoliberista del Paese. Ma il governo della cancelliera ha ben altro da pensare e se toglie le tutele del lavoro si preoccupa invece moltissimo dell’incolumità dei cittadini: una settimana fa  il ministro degli Interni, Thomas de Maizière (socialdemocratico tanto per cambiare) ha presentato ufficialmente un documento chiamato Konzeption Zivile Verteidigung, ossia piano di difesa civile che niente a che vedere con la protezione civile, ma con la guerra.

Con qualche orrore si scopre che il governo più influente d’Europa si prepara alla guerra o ritiene che sia il caso di “prepararsi al peggio” ossia  a un inequivocabile conflitto con la Russia. Il piano del ministro è sintetizzato nelle domande poste in testa al documento: “Come proteggersi dagli attacchi con armi biologiche o chimiche? Cosa dovrà fare la popolazione in caso di nube radioattiva? Dove troverà rifugio il governo federale in caso di attacco? Dove saranno custoditi i tesori culturali? Come potranno continuare a lavorare  le persone che operano in settori vitali per la vita e la difesa?”. Immagino che per loro anche in caso di assenza prolungata non valgano le nuove regole dell’Hartz IV. Oddio non è che le risposte a questi angosciosi interrogativi siano poi così innovativi, necessità di avvertire la popolazione con sirene e messaggi sulla rete, alla radio e in tv, dotarsi di coperte e candele, pile e carbone, creazione di stazioni di decontaminazione (forse utilizzando risparmiati sul sussidio al lavoro) insomma banalità che rivelano una cosa sola: i cittadini sono e rimangono indifesi, sono carne non più da cannone, ma da missile. E fin qui ci sarebbe persino da sorridere se accanto a queste misure diciamo così tra l’ovvio e il ridicolo non ci fosse anche l’aumento sostanzioso delle spese militari e anche la possibilità di tornare alla leva obbligatoria.

Del resto l’isteria antirussa sta raggiungendo il suo diapason addinché i massacri sociali siano più facili da portare vanti e la signora Merkel sta divenendo un pericolo per la pace, non tanto per l’aumento di spese militari del resto chiesto se non imposto da Obama e dalla Nato, ma per l’abbandono totale di quella linea di mediazione che fino a qualche tempo fa faceva in qualche modo da freno alla sfrenatezza di Washington. E’ stata duramente castigata per questo, le si è fatto capire che questo atteggiamento non sarebbe stato tollerato e lei si è arresa in cambio di una leadership europea favorevole alla Germania.  Bene altri europeisti armatevi e partite.

Germania anno zero: schiavismo e guerra

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