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Germania, il giorno dopo. Cinque nodi che Angela Merkel deve sciogliere

Nelle elezioni tedesche la Cdu di Angela Merkel si conferma il primo partito con il 33% dei voti, ma in calo di oltre 8 punti rispetto a quattro anni fa. Peggior risultato dal 1950 per i socialisti che non arrivano al 21%, mentre l’estrema destra di Afd ottiene oltre il 12,6% dei consensi, entrando per la prima volta in Parlamento con 94 seggi (Repubblica). Un risultato che preoccupa l’Europa (La Stampa).
Anche la Deutsche Welle, l’emittente pubblica tedesca, e il Financial times pongono l’accento sul fatto che la vittoria della Merkel sia stata a un prezzo salato.
Da parte sua il Corriere pone l’accento sul fatti che ora la Cancelliera dovrà recuperare consensi a destra, inasprendo le sue posizioni, mentre Il Sole 24 Ore ipotizza uno stallo nella riforma dell’Eurozona.

Per la Merkel rimane il nodo delle alleanze per formare il governo. Dopo aver ammesso la sconfitta, i socialisti hanno annunciato la fine della “Grande Coalizione” con i conservatori, passando all’opposizione (Bloomberg). L’unica strada possibile rimane l’intesa ribattezzata “Jamaica“, per via dei colori dei partiti coinvolti: il nero della Cdu con i Verdi e il giallo dei Liberali (Reuters).

Migliaia di persone sono subito scese per le strade di Berlino per manifestare contro la storica affermazione di Alternative für Deutschland, partito anti-migranti (Independent).

  1. Quali errori ha commesso la Cdu per avere un calo così netto
  2. Con chi andare al governo se i Socialdemocratici si sfileranno dalla Grande Coalizione
  3. Cosa dovrà fare la Cancelliera per recuperare voti a destra
  4. Il rischio che l’opposizione alla destra di Afd sfoci nella violenza
  5. Cosa ne sarà della riforma dell’Euro

Leggi anche: Dall’euroscetticismo alla xenofobia, breve storia dell’Afd

Vista dall’Italia

  • “Serve l’alternanza, non grandi coalizioni” Walter Veltroni
  • “Ora è più difficile unire Berlusconi e Salvini” Stefano Folli su Repubblica 
  • “Può essere il mandato più europeista della Merkel, con Parigi e Berlino dobbiamo ripensare la Ue” dice a La Stampa il ministro per lo Sviuluppo economico, Carlo Calenda

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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