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Germania, Isis rivendica l'aggressione sul treno

Beirut – Come per Nizza l’Isis ha rivendicato l’attacco del 17enne rifugiato afghano che ha ferito con ascia e coltello 4 persone su un treno in Germania. “L’autore dell’attacco con armi da taglio in germania era un soldato dello Stato islamico” scrive Amaq, l’agenzia vicina al gruppo jihadista. E’ la prima aggressione in Germania di matrice islamica, dopo vari allarmi per attentati sventati e il gesto di uno squilibrato che lo scorso 10 maggio, alla stazione di Grafing sulla linea che porta a Monaco di Baviera, aveva aggredito quattro passeggeri con un coltello uccidendone uno e ferendone altri tre.

L’afgano che ieri sera ha attaccato con un’ascia e un coltello alcuni passeggeri di un treno regionale che viaggiava verso Wurzburg avrebbe gridato “Allah Akbar” prima di gettarsi sulle vittime. Il giovane ha tentato la fuga ma nella zona si trovavano alcuni membri delle forze speciali che lo hanno abbattuto a colpi d’arma da fuoco dopo essere stati attaccati. Quattro cittadini di Hong Kong sono rimasti gravemente feriti:  un uomo di 62 anni, la moglie 58enne, la figlia di 27 e il fidanzato 31enne della giovane. Illeso un quinto componente del nucleo familiare. Hermann ha confermato che i feriti sono ancora in pericolo di vita. 

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno della Baviera, Joachim Herrmann, il 17enne, che era armato di ascia e coltello, era arrivato in Germania circa 2 anni finora non aveva richiamato l’attenzione degli apparati di sicurezza. Gli investigatori stanno cercando di capire se il giovane aveva contatti con circoli islamisti o si e’ radicalizzato da solo e negli ultimi tempi. “Stiamo cercando di capire cosa e’ successo negli ultimi mesi o nelle ultime settimane”, ha spiegato il ministro. L’afghano era registrato da un anno in Germania come richiedente asilo e da marzo viveva nella regione, prima in un hotel della piccola localita’ di Ochsenfurt, a circa 30 chilometri a Wurzburg, poi presso una famiglia affidstaria. Sul treno era da solo. Nella camera dell’aggressore – ospite di una famiglia – gli inquirenti hanno trovato una bandiera di Isis dipinta a mano. 

 

 (AGI) 

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