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Germania, la squadra del Vaticano perde 8 a 1

Hacki Wimmer, campione del mondo nel 1974Hacki Wimmer, campione del mondo nel 1974

Redazione
Roma

Il Weisweiler Elf ha battuto la Rappresentativa della Città del Vaticano 8 a 1. Si è giocato allo stadio del Borussia-Park, a Moenchengladbach (Germania), in una partita di beneficenza a sostegno di famiglie bisognose con bambini colpiti da gravi problematiche sanitarie. Il primo tempo si è concluso sul risultato di 0 a 0 con una buona prestazione tecnica della squadra vaticana. La rete della bandiera è stata segnata nel secondo tempo, da un giocatore proveniente della Guardia Svizzera pontificia. Ma il risultato finale è stato un ko a favore del Weisweiler Elf, squadra `amatoriale´ molto popolare in Germania, che riunisce circa 50 giocatori in attività dagli anni ’70 al 1990, dal Borussia Monchengladbach, che da sola fornisce oltre una decina di calciatori, alla Bundesliga.

«È stata un’esperienza unica», afferma ai microfoni di Radio Vaticana mons. Markus Heinz, della Segreteria di Stato vaticana, al seguito della squadra e tra i promotori, con mons. Guillermo Karcher, della trasferta tedesca. «Tutto è partito alcuni anni fa per un’iniziativa a favore di bambini sofferenti nei Paesi in via di sviluppo con l’Associazione BigShoe».

«Lo sport, il calcio, considerato solo per competere e fare risultati non è tutto. C’è, infatti, il rischio di guardare allo sport solo come fatto economico. Vedo, talvolta, che si parla del `re calcio´, in Germania come altrove. Lo sport diventa, così, come una religione. Se non promuove valori – conclude mons. Heinz – se non crea solidarietà e giustizia, se non unisce le persone, resta una cosa a metà».

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