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Gesù, parente dei cinque imperatori romani della dinastia Giulio Claudia

13883732_10208227712464616_1910414190_nDurante la I Guerra Giudaica, tra Roma e gli Ebrei, dal 66 al 70 (fino al 73/74 a Masada), ci furono oltre seicentomila morti, altrettanti nella seconda guerra giudaica sotto Traiano nel 113 d.C. e tantissimi nella rivolta di Simone bar Kochba sotto l’imperatore Adriano. Guerre che sfociarono in bagni di sangue con migliaia di crocifissioni al giorno e che generarono odio viscerale degli ebrei verso i romani. Come poteva dunque l’imperatore Costantino eleggere come religione di stato il cristianesimo, imperniato sulla resurrezione di un Gesù ebreo? Per fare un parallelo sarebbe come se oggi negli USA decidessero di eleggere un talebano come presidente.

La spiegazione l’abbiamo data nel libro Cristo il Romano, dove abbiamo scoperto un Gesù completamente diverso da quello che ci hanno proposto per due millenni: Cristo era di sangue tolemaico, da parte di Alessandro Heli, padre del Giuseppe dei vangeli e quindi nonno di Gesù, e da parte della regina Cleopatra d’Egitto madre della “Vergine Maria”, ma sopratutto di sangue romano imparentato con la dinastia degli imperatori Giulio Claudia.

Alessandro Heli, nonno di Gesù, era infatti figlio di Cleopatra e del triumviro Marco Antonio, inoltre Giuseppe nacque dalla relazione di Ottavia Minore, sorella del primo imperatore di Roma Cesare Augusto, e Alessandro Heli, che ella prese in custodia dopo la morte di Cleopatra a seguito della disfatta di Azio della regina e di Marco Antonio contro Ottaviano.

Alessandro Heli, o il sole, fu l’unico superstite, insieme a sua sorella gemella Cleopatra Selene, dei figli di Cleopatra e nel vangelo di Luca troviamo per l’appunto la genealogia di Gesù che va da Gesù a Giuseppe figlio di Heli; inoltre nelle Toledoth Yeshu Giuseppe ha l’epiteto di Panthera, la cui radice egizia è Pan=figlio, Neter/Nefer=faraone, Ra = dio sole egizio.

Quando la sacra famiglia fuggì in Egitto cercata da Erode, che aveva scoperto la congiura di Maria per cercare di avvelenarlo in quanto era rimasta incinta da parte di Giuseppe di Giacomo il Giusto, si rifugiarono a Menfi dal faraone, come ci informa il Vangelo Arabo dell’infanzia di Gesù scritto da Caifa. L’unico faraone rimasto in vita era per l’appunto Alessandro Heli, che dopo la morte di Ottavia Minore nell’11 a.C., tornò in Egitto.

Il triumviro Marco Antonio era marito di Ottavia Minore e da questa relazione nacquero Antonia Maggiore che sposò Lucio Domizio Enobardo e fu nonna dell’imperatore Tiberio Claudio Nerone (Nerone), e Antonia Minore che sposo Druso Maggiore, fratello dell’imperatore Tiberio, e fu la madre dell’imperatore Claudio e nonna dell’imperatore Caligola.

Essendo Giuseppe figlio di Alessandro Heli, e quest’ultimo fratello di Antonia Maggiore, ne risulta che questa fu zia di Giuseppe, figlio di Alessandro Heli. Quindi Nerone era figlio di Agrippina minore e Gneo Domizio Enobardo, cugino di Giuseppe. Nerone era quindi il figlio del cugino di Giuseppe, e sua madre era figlia dell’acclamato condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio, di Agrippa e di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto (nato Gaio Ottavio), nonché sorella di Caligola, che quindi era suo zio materno. A questo punto Gesù e Nerone risultano essere cugini. Inoltre essendo Giuseppe nato da Alessandro Heli e da Ottavia, sorella del primo imperatore di Roma Cesare Augusto (Ottaviano), ne risulta che l’imperatore era zio sia di Giuseppe che di Gesù.

Ricapitoliamo: Alessandro Heli, Antonia Maggiore e Antonia Minore erano fratelli, figli di Marco Antonio; Giuseppe (figlio di Alessandro Heli) e Gneo Domizio Enobardo (figlio di Antonia Maggiore) erano cugini; Gesù (figlio di Giuseppe) e Nerone (figlio di Gneo Domizio Enobardo) erano cugini di II°. Antonia Maggiore era inoltre una nipote del primo imperatore Augusto, cugina dell’imperatore Tiberio, prozia paterna dell’imperatore Caligola e zia materna e prozia dell’imperatore Claudio. Ma Antonia Maggiore era anche la zia di Giuseppe e quindi zia di I di Gesù, che risulta cosi essere parente con tutti gli imperatori del suo periodo qui nominati, compreso il dittatore Gaio Giulio Cesare, fratello di Giulia Minore, madre di Azia Maggiore, madre di Ottaviano. G. Giulio Cesare era inoltre stato il primo marito di Cleopatra, nonna di Gesù.

Ora possiamo capire il motivo per cui a Gesù fu dato l’epiteto di re dei re e perché fu scelto dall’imperatore Costantino come figura strategicamente adatta per costruire il cristianesimo, altro che ebreo marginale, Gesù era di sangue romano, tolemaico, seleucide, ebraico ed egizio, con discendenza di sangue addirittura macedone, discendento da Tolomeo I, fratellastro di Alessandro Magno.

Lascio la penna ad Andrea Di Lenardo, studente presso l’ateneo veneziano, “Ca’ Foscari”, che ha trovato altre prove dalle genealogie gallesi, che legano la famiglia di Gesù all’imperatore Claudio attraverso Giuseppe d’Arimatea, che abbiamo visto nel libro Cristo il Romano essere Giuseppe Heli padre di Gesù, e che spiegano quindi la presenza a Roma di Gesù, sotto l’imperatore Claudio, durante il cui principato fece espellere i Giudei da Roma, come raccontatoci dallo storico Svetonio.

Alessandro De Angelis

Legami fra la famiglia di Gesù e la dinastia Giulio-Claudia vengono tratteggiati dalle cronache, dalle leggende e dalle genealogie celtiche. Giuseppe d’Arimatea, indicato come senatore in un manoscritto del 1796, avrebbe generato Josefes, evidentemente una forma del nome Giuseppe, a sua volta padre di Giosuè. Giuseppe d’Arimatea genera anche Anna, la quale con Bran genera Penardun, moglie di Mario, figlio di Arvirago e di Genvissa, figlia dell’imperatore romano Claudio1, figlio di Antonia, figlia di Marco Antonio. Dall’unione di Penardun, nipote di Giuseppe d’Arimatea, con Mario, nipote di Claudio, nasce Coelo I, da cui discende Flavia Elena, che con l’imperatore Costanzo Cloro, genera l’imperatore Flavio Costantino Magno.

Giuseppe d’Arimatea sembrerebbe avere legami con l’establishment romano in Egitto, Paese collegato a diversi seguaci e parenti di Gesù come Maria, madre di Gesù, l’apostolo Bartolomeo (che significa in aramaico “figlio di Tolomeo” ed è chiamato Cleofa, diminutivo di Cleopatro o Cleopatra – quindi due nomi, Bartolomeo e Cleofa/Cleopatra, entrambi propri e tipici della dinastia Lagide-Tolemaica) secondo i vangeli dell’infanzia, e, come scrive lo storico bizantino e Patriarca di Costantinopoli Niceforo (758-829), anche l’apostolo Simone lo Zelota. Giuseppe d’Arimatea secondo le tradizioni britanniche sarebbe stato vicino a un tal re Evelac, che è stato interpretato come una deformazione del titolo di aballach del governatore di Alessandria d’Egitto Alessandro Lisimaco, padre di Tiberio Alessandro, procuratore di Giudea nel 46 d.C. Evelac/Alessandro Lisimaco viene indicato come cugino di Tolleme, evidentemente una forma del nome Tolomeo dell’ultima dinastia faraonica, portato da due figli di Cleopatra VII, Tolomeo Cesarione, avuto da Gaio Giulio Cesare, e Tolomeo, fratello di Alessandro Elio e di Cleopatra (VIII) Selene.

Andrea Di Lenardo

Giuseppe d’Arimatea

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Anna

= Bran

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Penardun

= Mario

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Coelo I

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(Discendenti)

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Flavia Elena

= Costanzo Cloro

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Flavio Costantino Magno

Claudio

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Genvissa

= Arvirago

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Mario

= Penardun

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Coelo I

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(Discendenti)

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Flavia Elena

= Costanzo Cloro

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Flavio Costantino Magno

Alessandro De Angelis ricercatore di antropologia delle religioni, Andrea Di Lenardo ricercatore di storia del vicino oriente antico. I libri Exodus e Cristo il Romano sono acquistabili su macrolibrarsi

1J. of Monmouth, Storia dei re di Britannia.

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