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Gettò la figlia nel cassonetto, chiesti 21 anni

Palermo – Il pm Maurizio Bonaccorso ha chiesto la condanna a ventuno anni e 2 mesi di reclusione per Valentina Pilato, la donna accusata di avere ucciso la figlia appena partorita gettandola in un cassonetto della spazzatura a Palermo. Il processo e’ in corso davanti alla Corte d’Assise e la sentenza verra’ emessa probabilmente la prossima settimana. La Pilato si e’ difesa sostenendo di non avere avuto alcuna consapevolezza e i suoi legali hanno sostenuto l’incapacita’ di intendere e di volere. Su questo ha battuto in particolare il rappresentante dell’accusa, che ha affermato che la donna, quando si sbarazzo’ del corpicino della figlia, era completamente consapevole di cio’ che stava facendo.

L’episodio risale al 24 novembre del 2013, anche se la donna – in atto detenuta – fu arrestata in un periodo successivo. Secondo la ricostruzione della Procura, la gravidanza che aveva portato alla nascita della bimba era stata indesiderata e Valentina Pilato, dopo avere partorito da sola, in bagno, senza che nessuno dei familiari si accorgesse del fatto, avrebbe messo la bambina in un contenitore e l’avrebbe poi gettata non lontano da casa sua, in via Di Giorgi, a Palermo. (AGI)

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