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Gianotti, comunicazione scientifica accessibile a tutti per battere post-verità

Roma – Dalla fuga di cervelli alla post-verità sul web fino all’evidenza “fortunata” che ignoriamo ancora il 95% dell’universo: in un’intervista a Repubblica Fabiola Gianotti, da un anno esatto alla guida del Cern, prima donna in assoluto al vertice del più grande laboratorio di fisica del mondo e terzo scienziato italiano dopo Carlo Rubbia e Luciano Maiani, traccia un bilancio della sua nuova esperienza e interviene su temi di stretta attualità. A partire dalla post-verità.

Da sempre impegnata nella ricerca della verità attraverso metodi scientifici, accurati e verificati, al Gianotti assiste al diffondersi sul web di bufale che oltraggiano la scienza e spesso l’intelligenza. “Per quanto ci si sforzi credo sia impossibile evitare il diffondersi di credenze non fondate”, spiega la direttrice del Cern. Per questo, aggiunge “è un dovere per gli scienziati comunicare quello che fanno alla società in modo accessibile a tutti. Per me è anche un grande piacere. E si può sempre fare di più e meglio. Al Cern riceviamo 120mila visitatori all’anno, abbiamo un sito web molto attivo, siamo molto seguiti su Twitter, teniamo conferenze per il pubblico. Dobbiamo sfatare il tabù che la scienza, e la fisica in particolare, sia difficile e complicata”.

Yesterday, the CAST telescope at #CERN followed the Sun’s annual alignment with the centre of our galaxy https://t.co/62ywSFlfZL pic.twitter.com/VLnyr9DwX7

— CERN (@CERN) 19 dicembre 2016

Parlando poi della ‘fuga di cervelli’, la scienziata spiega: “Il mio invito a ogni giovane, di qualunque Paese, è di passare del tempo all’estero. Tuttavia è importante che si possa ritornare a fare ricerca nel proprio Paese se è quello che si desidera. In altre parole, il flusso di cervelli deve essere bilanciato in entrata e in uscita. E questo dipende dall’attrattività delle infrastrutture di ricerca. L’Italia ne ha di ottime nel nostro campo, penso per esempio ai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare”. La Gianotti conviene che si potrebbe fare di più, magari con maggiori investimenti nella ricerca (l’Italia spende circa l’1% del pil contro il 2% della media europea), “tuttavia nel mio campo, grazie anche all’ottima formazione universitaria e all’Infn, l’Italia continua a eccellere”.

Fabiola Gianotti nel 2012 era alla guida di uno dei due esperimenti che portarono alla scoperta del bosone di Higgs. Una scienziata brillante e appassionata che vive la fisica e la ricerca come sfida continua che è lungi dall’essere portata a termine: “Per capire quanto sono limitate le nostre conoscenze – spiega – basti pensare che tra materia oscura ed energia oscura c’è un 95% di Universo di cui non sappiamo nulla. Per me è una buona notizia, perché vuol dire che c’è ancora tanto da imparare e tanto lavoro da fare. Non so quanto ci metteremo a risolvere il problema, ma ci arriveremo prima o poi”.

La Gianotti, il cui mandato al Cern scadrà nel 2020, non esclude che al termine di questa esperienza possa decidere di mettere a disposizione dell’Italia le sue competenze e la sua passione per la ricerca. Non subito, però: “Prima voglio passare ancora un po’ di tempo in laboratorio qui al Cern”.

 

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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