TwitterFacebookGoogle+

Ginny Sykes in mostra a Castel dell'Ovo

Napoli – Per indagare la realtà che ci circonda, spesso modificata dalle nostre stesse percezioni ed esperienze, Ginny Sykes con “The Tangle of Existence”, Il Groviglio dell’esistenza, basandosi sull’analisi della storia, sempre attenta alle problematiche sociali e culturali, fortemente proiettata alla rivisitazione ed attualizzazione del mito, intende far riflettere sulle nostre radici, memorie, tracce, sentimenti ed emozioni, con tutte le  implicazioni filosofiche che i temi trattati comportano.

Percorsi di vita, pensieri e arte sono i tre momenti di riflessione per presentare la varietà della commedia umana attraverso le debolezze, le speranze, le sofferenze di tutti noi, soprattutto per riflettere sulla condizione della donna in questo secolo. Attraverso il corpo, la natura, la politica, il potere, l’artista, che lavora, ama, produce, gioca, soffre, come tutte noi, descrive percorsi di vita cognitivi ed affettivi che si concretizzano nelle opere mostrando al visitatore diverse maniere di essere donne. Un vero e proprio omaggio alle donne della storia e delle divinità femminili. Da ogni raffigurazione con diversi cromatismi, emerge la ricerca di un’autocoscienza finalizzata al superamento di condizioni e ruoli subalterni. Usando diversi media espressivi, dal disegno, video e performance, che richiedono l’attiva partecipazione dello spettatore, tenta di  indagare le contraddizioni della società e riflettere sugli schemi realizzativi della pittura e dell’arte in generale.

Circa una quarantina di lavori in mostra sono ispirati dalle idee femministe delle opere letterarie della scrittrice napoletana Elena Ferrante. Non risulta difficile, infatti, vedere il parallelismo che esiste tra le sue opere e quelle della scrittrice, che nonostante mezzi e aree geografiche diverse,  sfidano il pubblico muovendosi su più livelli al di là delle distinzioni binarie, dove non tutto è frammentato e non tutto è intero, ma che anzi va a produrre e promuovere un insieme di riflessioni su questioni di determinazione, dignità, identità e potere delle donne.

Disegni, acrilici e collage vengono creati dall’artista americana ispirata durante i suoi numerosi soggiorni a Napoli ed evocati dalle suggestioni delle pagine della Ferrante ricercando quartieri in disordine, muri scrostati, porte graffiate dove il grigio della miseria degli edifici si scontra con la passione e la repressione dei personaggi della scrittrice. Un dialogo tra poesia scritta e poesia visiva, che inizia molto più lontano, dallo studio degli affreschi pompeiani della Villa dei Misteri per riuscire a fare un confronto tra generazioni. Un confronto tra luoghi, prima e dopo, che genera affascinati riflessioni sugli effetti che il tempo inesorabilmente produce.
 

La mostra sarà visitabile fino al 28 settembre tutti i giorni feriali dalle ore 10,30 alle 13,30 e dalle ore 15,30 alle 19,00 (ultimo accesso ore 18,30) e tutti i giorni festivi e la domenica dalle ore 10.00 alle 14.00 (ultimo accesso ore 13,30). (AGI)

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.