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Giornalisti: minacce cronista Asti per inchieste su caporalato

(AGI) – Torino, 3 set. – Solidarieta’ dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Associazione Stampa Subalpina a Riccardo Coletti, collaboratore del quotidiano “La Stampa”, autore di articoli sul fenomeno del caporalato, che, nei giorni scorsi e’ stato minacciato. “Coletti – si spiega in una nota nota dell’Ordine e del sindacato dei giornalisti piemontesi – ha raccontato sul suo giornale il dramma dei ‘migranti della vendemmia’ sfruttati dai caporali della manodopera in nero tra le vigne del Moscato d’Asti. Per giorni, da cronista, ha cercato nelle piazze e nellestrade di Canelli bulgari, macedoni, marocchini, albanesi. E’ andato a vedere dove alloggiano, ha parlato con loro, ha documentato anche con fotografie le miserabili condizioni in cui dormono dopo il lavoro, su pubbliche panchine o ammassati nelle tende tra i boschi”. “Un corretto lavoro d’inchiesta – affermano Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e Stefano Tallia, segretario dell’Associazione Stampa Subalpina – poi qualcuno ha danneggiato la sua automobile e a Coletti e’ capitato, mentre rincasava, di essere minacciato da due uomini”. L’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l’Associazione Stampa Subalpina “esprimono indignazione per l’accaduto; invitano tutte le pubbliche autorita’ a non sottovalutare segnali e a fare tutto il possibile per fermare, in luoghi cosi’ civili, fenomeni indegni”. E solidarieta’ a Riccardo Coletti viene espressa anche dagli assessori regionali all’agricoltura e all’immigrazione, Giorgio Ferrero e Monica Cerutti. “C’e’ bisogno di persone coraggiose come Coletti – dicono – e di una informazione obiettiva che racconti cosa succede, smascherando sfruttamento ed illegalita’ la’ dove avvengono. Il mondo dell’agricoltura piemontese – dicono – e’ sostanzialmente sano, da’ lavoro a oltre 30mila persone. Questo non significa che non possano in esso nascondersi anche fenomeni di lavoro nero e sfruttamento delle persone”. “Per questo – concludono Ferrero e Cerutti – e’ necessaria la denuncia dei protagonisti e dei media, l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, delle associazioni agricole e delle istituzioni tutte”.(AGI) .
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