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Giovanardi: «Adozioni gay? No a colpi di mano dei tribunali»

Giovanardi: «Adozioni gay? No a colpi di mano dei tribunali»29/08/2014 – di

Il senatore di Nuovo centrodestra esprime dubbi sul primo “stepchild adoption” deciso a Roma.

«In queste cose bisognerebbe prima leggere la sentenza. Aggiungo che in un Paese civile i casi sono due: o le leggi vengono fatte dal Parlamento (ed è la sovranità popolare che decide la normativa) oppure il tribunale fa quello che gli pare. Rischiamo di diventare il paese che, a seconda del giudice che trovi, cambiano le regole». Interviene così il senatore di Nuovo Centrodestra Carlo Giovanardi in merito alla sentenza del Tribunale per i Minorenni di Roma che ha riconosciuto l’adozione di una bimba  per una coppia lesbica. La bambina è figlia biologica di una sola delle due conviventi (sposate all’estero). Ma la decisione è importante perché, come ha sottolineato Maria Antonia Pili, legale e presidente di Aiaf Friuli, è il primo caso di stepchild adoption, ovvero l’adozione del figliastro, la figura giuridica per cui il genitore non biologico del bambino diventa, davanti alla legge, genitore a tutti gli effetti.

In vista di tale sentenza e di un ddl sulle Unioni Civili in discussione a breve in Parlamento si prospetta un autunno caldo.

Non è caldo. Il problema è che sa, come dicono tutti, abbiamo la Costituzione più bella del mondo. E la Costituzione italiana è molto chiara: riconosce il matrimonio tra uomo e donna. Quindi, come ho detto più volte, se c’è un problema basta cambiare la Costituzione.

Adesso però c’è il ddl presentato dalla collega del PD Monica Cirinnà e voi avete presentato in commissione i contratti di solidarietà…

Il ddl Cirinnà è inaccettabile, stralcia la Costituzione. Parifica totalmente l’unione civile al matrimonio tra uomo e donna. La nostra iniziativa in Commissione è più avanzata: si rivolge a chiunque voglia vivere in una condizione di convivenza e solidarietà. Riconosce il diritto alla casa, alla successione, all’assistenza ospedaliera. Nel Cirinnà, come è noto, si prevede solo esclusivamente l’unione tra uomo e uomo e donna e donna.

Che ne pensa della sentenza del Tribunale di Roma?

Penso che in un paese civile sia il Parlamento a scrivere le leggi, che valgono per tutti: non il tribunale a seconda del giudice che una persona trova. Fermo restando che bisogna leggere ancora il dispositivo della sentenza.

Potrebbe esserci l’appello…

Il problema è se queste cose le decide un giudice o il Parlamento. Guardi le basti pensare cosa sta accadendo per Stamina con le varie sentenze che obbligavano le strutture pubbliche alle infusioni e con il recente provvedimento del pm Guariniello che riconosceva l’autorizzazione a quelle infusioni come una truffa.

La coppia però risulta sposata all’estero…

Adesso per l’estero si aprono altri scenari. Negli Stati Uniti per esempio per l’eterologa si può scegliere il colore della pelle di un bambino, c’è un tarriffario. Il problema è se queste cose le decide un giudice o il Parlamento. Tra un po’ adesso in Italia chiederanno “perché devo andare in America per chiederlo?” “Perché c’è l’eterologa per ricchi?”. Allora si finirà con chiedere l’utero in affitto?

Guardi non credo che…

Ma scusi non è lo stesso ragionamento? In Italia no e nel Regno Unito sì? Ecco perché è giusto che in Italia sia il Parlamento italiano a stabilire se uno vuole vendere il suo corpo per 9 mesi a chi, ricco, vuole un bambino. E’ una scelta. Ma chi la fa? Il legislatore. Per esempio la patria potestà nel caso di un utero in affitto? Per i gemelli del Pertini a Roma il giudice ha attribuito la patria potestà a chi ha partorito i piccoli.

Forse dovete andare di pari passo con la magistratura?

Le ripeto io sono contrario al matrimonio gay ma se c’è una volontà del Parlamento, una volontà popolare io ne prendo atto. Ma non a colpi di mano dei tribunali.

(Foto: Roberto Monaldo/LaPresse)

Original Article >> http://www.giornalettismo.com/archives/1590845/giovanardi-adozioni-gay-colpi-mano-dei-tribunali/

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