TwitterFacebookGoogle+

Giovedi' maxi-parata militare a Pechino, ci sara' Gentiloni

(AGI) – Pechino, 1 set. – Tutto pronto a Pechino per la grande parata militare di giovedi’ che commemorera’ il 70mo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dell’occupazione giapponese. L’evento, gia’ celebrato dai media cinesi come la piu’ grande parata dal 1949, arriva al termine di un agosto nero per il colosso asiatico, segnato dalla tragedia di Tianjin che ha fatto quasi 150 morti e dai crolli dei mercati azionari che hanno sollevato molti dubbi sulla tenuta dell’economia del dragone. La sfilata punta a rafforzare l’immagine di grande potenza militare (con un budget destinato alla Difesa anche quest’anno a due cifre, +10,1%), capace di realizzare sistemi d’arma all’avanguardia. Tanti i leader stranieri che saranno presenti all’evento, dal presidente russo, Vladimir Putin, al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, la cui partecipazione e’ stata criticata dal Giappone. E poi il leader kazako, Nursultan Nazarbayev, la presidente sudcoreana, Park Geun-hye e quelli di Sudafrica e Venezuela, Jacob Zuma e Nicolas Maduro. Per l’Italia presenziera’ il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che domani sera vedra’ il collega cinese, Wang Yi, alla Diaoyutai State Guesthouse, una delle location dove vengono accolti i leader stranieri in visita, nella parte occidentale della capitale cinese. Non ci saranno il leader nordcoreano, Kim Jong-un, che inviera’ al suo posto un alto funzionario del regime a testimoniainza del raffreddamento dei rapporti con l’alleato, e il premier giapponese, Shinzo Abe, che ha formalmente declinato l’invito il 24 agosto. Un forfeit che sarebbe dettato dall’alto livello di nazionalismo dell’evento e dai suoi contenuti anti-giapponesi. I rapporti tra Cina e Giappone sono ancora tesi, e Abe rimane uno dei bersagli principali degli editoriali al vetriolo della stampa cinese: nelle scorse settimane, Pechino non aveva gradito la mancanza di scuse formali del Giappone per i crimini di guerra, nel discorso pronunciato dallo stesso Abe il 14 agosto scorso, in occasione dei settanta anni dalla fine della guerra. Toni piu’ concilianti nei confronti del Giappone sono arrivati nelle ultime ore, con la smentita del portavoce del Ministero della Difesa cinese, Yang Yujun, che la parata possa avere come bersaglio il Giappone odierno o, in generale, il popolo giapponese. L’evento a cui Pechino si prepara da mesi e’ destinato a diventare una “pietra miliare nella memoria” del Paese, come scrive la stampa cinese: in piazza Tienanmen sfileranno 12mila soldati di 27 corpi militari, mentre piu’ di 100 velivoli dell’aeronautica si esibiranno in coreografie aeree sopra il centro di Pechino, nel primo evento commemorativo in assoluto della fine della Seconda Guerra Mondiale. Oltre alle truppe cinesi, sfileranno anche piccole formazioni di militari di altre nazioni, tra cui Russia, Mongolia, Messico, Pakistan, Egitto e Cuba, oltre a quelle di altri Paesi dell’Asia centrale. I preparativi erano entrati in una fase calda gia’ a giugno scorso e nelle ultime settimane si sono intensificati, con la chiusura, nel fine settimana tra il 22 e il 23 agosto scorso, anche di intere zone di passeggio della capitale, come l’area di San Li Tun, per permettere la prova finale prima del grande evento. I dettagli organizzativi per l’anniversario della vittoria nella “guerra popolare cinese di resistenza contro l’aggressione giapponese” – questa la formula ufficiale utilizzata dai media – sono stati raccontati per settimane con dovizia di particolari dalla stampa cinese, passando dalle operazioni di sicurezza, in particolare negli aeroporti, alle decorazioni floreali, con 2,8 milioni di vasi di varie dimensioni sistemati in oltre 30 aiuole nei posti scenograficamente piu’ attraenti della citta’ e nelle tradizionali mete del turismo pechinese, dove sfileranno i militari. Sempre per ragioni di sicurezza, i cittadini che abitano lungo le vie dove sfileranno i soldati hanno ricevuto l’avviso di non affacciarsi alle finestre durante le ore del corteo ed entrambi gli aeroporti di Pechino rimarranno chiusi nella mattina di giovedi’. Non potevano mancare le misure anti-inquinamento, con l’introduzione delle targhe alterne, in vigore dal 20 agosto fino al 3 settembre, per limitare il traffico nella capitale e ridurre le emissioni inquinanti. La perfetta riuscita dell’evento ha comportato non pochi disagi per i cittadini, con la chiusura di alcune linee della metropolitana e intere vie, nel centro storico, non percorribili o a traffico limitato per permettere le prove dell’evento. Sempre per assicurare il “Beijing blue” – come gli internauti della capitale definiscono i periodi di cielo azzurro e con bassi tassi di inquinamento – e’ stata anche la decisa la chiusura temporanea di alcune tra le aziende piu’ inquinanti, sempre tra il 20 agosto e il 3 settembre: tra gli stabilimenti che dovranno ridurre drasticamente la produzione – o fermarla del tutto – ci sono gli impianti petrolchimici, quelle che producono materiali per le costruzioni e interi cantieri. La grande parata del 3 settembre avra’ il compito di fare dimenticare i problemi di cui soffre la Cina e, in segno di distensione, il presidente Xi Jinping ha firmato sabato scorso un’amnistia per alcuni prigionieri, tra cui i veterani di guerra e i carcerati sotto i 18 anni di eta’ condannati a pene inferiori ai tre anni di detenzione, che verranno liberati entro la fine dell’anno. Inquinamento atmosferico, turbolenze sui mercati azionari – che resteranno chiusi dal 3 al 6 settembre – e un rallentamento economico sempre piu’ accentuato verranno messi da parte per alcune ore, per proiettare, al termine di un agosto orribile per la Cina, l’immagine di un Paese moderno e compatto attorno alla leadership. Un’impresa difficile anche secondo la stampa ufficiale. “I tempi sono cambiati – scriveva nei giorni scorsi il tabloid Global Times, una delle testate dai toni piu’ nazionalisti nella galassia della stampa cinese – La Cina di oggi e’ un luogo in fermento e ha tempo da dedicare alla parata, ma le nostre preoccupazioni non possono essere messe da parte. I problemi che preoccupano il Paese si manifestano con maggiore frequenza”. (AGI)
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.