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Giubileo: Papa auspica "una grande amnistia" e perdona l'aborto

(AGI) – CdV, 1 set. – “Una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur� meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella societa’ portando il loro contributo onesto” e’ stata chiesta da Papa Francesco in un documento che contiene indicazioni per il prossimo Giubileo che si aprira’ il prossimo 8 dicembre. Il testo assicura inoltre a tutti i carcerati la possibilita’ di ottenere l’indulgenza plenaria nelle loro celle. I detenuti, quindi, “nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che� passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre”. “Possa questo gesto – auspica il Pontefice – significare per loro il passaggio della Porta Santa, perche’ la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, e’ anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di liberta’”. Conversando con i giornalisti il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha sottolineato in proposito che nonostante l’affermazione sull’Anno Santo Straordinario come opportunita’ per “una grande amnistia”, di fatto non e’ stata finora formalizzato dal Papa un appello specifico alle autorita’ degli Stati, come quello lanciato da San Giovanni Paolo II nel 2000. In realta’, pero’, il testo diffuso oggi contiene concetti non equivocabili perche’ parla di “grande amnistia” mentre Wojtyla aveva chiesto piu’ semplicemente “un gesto di clemenza” per i detenuti senza entrare nel merito di quale forma giuridica potesse poi essere adottata. Francesco ha intanto deciso di concedere l’indulgenza anche ai volontari che operano nelle carceri e negli ospedali ed a favore degli immigrati. “Ogni volta che un fedele vivra’ una o piu’ di queste opere in prima persona otterra’ certamente l’indulgenza giubilare”. “Desidero che l’indulgenza giubilare giunga per ognuno – afferma il Papa – come genuina esperienza della misericordia di Dio, la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona, dimenticando completamente il peccato commesso”. Anche le persone ammalate o anziane impossibilitate a recarsi in una delle chiese nelle quali, in ogni diocesi del mondo, e’ stata aperta una “Porta Santa” potranno ottenere l’indulgenza nei loro domicili, ad esempio seguendo da casa la messa trasmessa in tv. “Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sara’ per loro – assicura il Papa – il modo di ottenere l’indulgenza giubilare”. Francesco ha stabilito inoltre che per l’intera durata dell’Anno Santo Straordinario (che si concludera’ il 30 novembre 2016) tutti i sacerdoti del mondo potranno assolvere il peccato di aborto togliendo direttamente la relativa scomunica, facolta’ attualmente concessa solo ai vescovi e da questi delegata ai penitenzieri di alcune basiliche e alcuni santuari. E se il Papa raccomanda che “i sacerdoti si preparino a questo grande compito”, il suo portavoce Lombardi, sottolinea che la decisione di Francesco “in nessun modo puo’ essere interpretata come un minimizzare la gravita’ dell’aborto”, che per Francesco rappresenta “un dramma esistenziale e morale”. Il Papa ha deciso inoltre che non restino esclusi dall’indulgenza plenaria concessa in occasione dell’Anno Santo Straordinario nemmeno “quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternita’ San Pio� X”. “Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternita’”, confida Papa Francesco nel suo documento sottolineando che i tempi sembrano oggi piu’ maturi per una completa riconcilazione con i fedeli e i sacerdoti che hanno seguito monsignor Marcel Lefebvre nel suo scisma. (AGI) .
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