TwitterFacebookGoogle+

Gli animali dei ghiacci stanno cambiando colore. Per via del riscaldamento globale

Per i mammiferi che vivono nelle zone fredde accoppiarsi non è mai stato così razionale. Se vogliono sopravvivere e garantire la prosecuzione della specie devono scegliere bene il loro compagno, il cui requisito – e questa è la novità – deve essere il giusto colore del manto. Colpa del riscaldamento globale che sciogliendo nevi e ghiacci mette a rischio tutte le specie di animali che, per meglio camuffarsi, d’inverno ‘indossano’ una pelliccia folta e candida.

Chi fa la muta e chi no

La soluzione? Trovare un compagno dal pelo più scuro. È quanto emerge da una ricerca pubblicata la scorsa settimana sulla rivista Science. All’interno della stessa specie, infatti, spiegano i ricercatori, ci saranno animali che non fanno mai la muta, altri che avranno un pelo bianchissimo e altri ancora che lo manterranno più scuro. Questo dipende dal corredo genetico di ognuno di loro. O meglio dalla zona di origine dei propri antenati.

È questo il caso ad esempio della lepre scarpa da neve, che vivendo nelle regioni più meridionali, non cambia del tutto il colore del manto, al contrario dei suoi cugini che vivono più a nord. E così se una lepre scarpa da neve dal mantello bianco si accoppia con una lepre scarpa da neve dal pelo scuro, i loro figli non risalteranno sulla terra grigio-marrone. Ovviamente ciò può accedere solo nelle regioni in cui coesistono le varie differenze di specie.

Le aree di salvezza

Gli scienziati hanno voluto andare a fondo alla questione prendendo in considerazione 3000 esemplari di 8 specie di animali che sono noti per fare la muta ogni anno. Tra questi ci sono le lepri, le donnole e la volpe artica. Gli studiosi hanno poi creato delle mappe che mostrano aree – zone polimorfiche – in cui c’è più o meno la stessa distribuzione di animali che fanno e non fanno la muta appartenenti alla stessa specie. Si tratta di gran parte del Nord Europa, Russia, Mongolia, Nord del Canada e degli Stati Uniti, ad eccezione delle zone artiche. È li che secondo gli scienziati avverranno i cambiamenti climatici più repentini, ma è anche li che queste specie avranno più chance di sopravvivere. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.