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Gli effetti degli antibiotici sulla salute dei bambini

Due nuovi studi su bambini dalla nascita ai primi anni di vita dimostrano che l’assunzione di antibiotici determina una riduzione della varietà dei microbi del tubo digerente umano e attiva geni legati alla resistenza agli antibiotici. Il risultato getta luce sugli effetti di questi farmaci nella prima infanzia e la loro possibile influenza sulla salute anche a lungo termine.

La terapia antibiotica sui bambini è di uso comune da molti anni. Si calcola per esempio che negli Stati Uniti, ogni bambino, all’età di due anni, abbia già subito, in media, tre trattamenti con questo tipo di farmaci. Il loro utilizzo è indicato quando si tratta di infezioni batteriche, ma in tutto il mondo i microbiologi segnalano un uso indiscriminato, che può avere conseguenze serie, anche sul lungo periodo, per i piccoli pazienti.

Un primo effetto evidente, come dimostrano due nuovi studi pubblicati sulla rivista “Science Translational Medicine”, è che i bambini sottoposti ripetutamente a terapia antibiotica mostrano un’alterazione del microbiota, l’insieme dei microbi – per la maggior parte batteri, ma anche lieviti e virus – che albergano nel tubo digerente umano. Inoltre, l’esposizione ripetuta agli antibiotici induce i batteri intestinali ad attivare i geni che garantiscono una resistenza a quella classe di sostanze.

Gli effetti degli antibiotici sulla salute dei bambini

Rappresentazione artistica dei batteri intestinali (Credit: V. Altounian/Science Translatinal Medicine 2016)
Il microbiota umano, che in condizioni normali conta tra le 500 e le 1000 specie diverse di microrganismi, negli ultimi anni si è guadagnato una grande attenzione da parte della ricerca biomedica. Sono molti infatti gli indizi della sua notevole influenza sulla salute. Alcuni studi per esempio hanno mostrato che l’alterazione dei batteri intestinali è correlata all’insorgenza di diverse patologie, quali le malattie infiammatorie dell’intestino, il diabete di tipo 2, l’obesità e i disturbi metabolici, il tumore del colon-retto, la cirrosi epatica e l’artrite reumatoide, per citarne solo alcune.

In molti casi tuttavia, si è trattato di studi longitudinali, cioè che hanno seguito campioni di popolazione per molti anni per verificare se l’alterazione o la disregolazione dei microbiota si possa far risalire a cattive condizioni

di salute infantili quali la malnutrizione, il diabete di tipo 1 o l’asma.

Solo di recente alcuni ricercatori hanno iniziato a studiare l’impatto di fattori esterni, come l’esposizione agli antibiotici, dimostrando, su piccoli campioni di soggetti adulti, che questi farmaci determinano una diminuzione della diversità microbica, e confermando così analoghi risultati ottenuti nei topi di laboratorio.

Un aspetto finora non chiarito era però l’influenza degli antibiotici sulla prima infanzia.

Nel primo studio, Nicholas Bokulich e colleghi della New York University hanno studiato lo sviluppo del microbioma in 43 bambini dalla nascita fino a due anni di età, raccogliendo campioni di feci e confrontandoli con analoghi campioni delle madri prima e dopo la nascita. Hanno così scoperto che la somministrazione di antibiotici, insieme al parto cesareo e all’allattamento con latte artificiale, può ritardare lo sviluppo del microbiota e ridurre la diversità batterica.

Nel secondo studio, Moran Yassour del Broad Institute del MIT e della Harvard University a Cambridge, nel Massachusetts, e colleghi di una collaborazione tra istituti finlandesi e statunitensi, hanno analizzato i campioni fecali di 39 bambini per tre anni, concludendo anche in questo caso che il trattamento antibiotico, insieme ad altri fattori, riduce la diversità e la stabilità microbica intestinale. Nei primi mesi di vita, in particolare, tutti i bambini nati con parto cesareo e il 20 per cento di quelli nati con parto naturale erano privi di batteroidi, particolari tipi di batteri che contribuiscono a regolare il sistema immunitario dell’intestino.

Ma il dato più preoccupante – anche se transitorio – per la salute dei piccoli riguarda la resistenza agli antibiotici. Nei mesi successivi alla somministrazione dei farmaci, i batteri mostravano un incremento nell’espressione di geni che codificano per proteine legate al fenomeno della resistenza antibiotica. Un dato interessante,è che per ragioni ancora non comprese, questi geni sono espressi anche nei bambini di due mesi non esposti agli antibiotici.

http://www.lescienze.it/news/2016/06/16/news/antibiotici_bambini_alterazione_microbiota_intestinale-3127141/

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