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Gli effetti del 'ciclone bomba' che ha colpito gli Usa

Almeno 19 morti, scuole e uffici pubblici chiusi, quasi 5 mila voli a terra, migliaia di persone lasciate senza luce elettrica e riscaldamento: sono gli effetti del ‘ciclone bomba’, come i meteorologi chiamano l’evento che ha di fatto congelato la vita sulla costa orientale degli Stati Uniti e che ha anche congelato le conduttore delle raffinerie, facendo schizzare verso l’alto il costo del petrolio. E secondo alcuni il peggio deve ancora venire: perché stanotte e sabato la temperatura, a sentire il sindaco di New York, Bill de Blasio, potrebbe scendere a -20 gradi sotto lo zero e, in queste condizioni, con il vento gelido che non dà tregua, “il sale versato sulle strade serve a poco”.

Il “ciclone bomba”, come vengono chiamate le tempeste caratterizzata dalla rapida discesa della pressione atmosferica, ha portato forti nevicate e tempeste di vento gelido. C’è anche chi si diverte e fa snowboard a Central Park, ma il gelo non ha risparmiato neppure la Florida dove ha nevicato e alcune iguane, congelate, sono cadute dagli alberi. Neve persino sulla Carolina del Sud: non accadeva dal 1989. 

Ripresi i voli dall’aeroporto Jfk

Sono almeno 19 le vittime già segnalate, per lo più a causa degli incidenti stradali. Un corpo è stato ritrovato sulle rive del lago Winnebago, nel Wisconsin. Un uomo è morto assiderato nel suo camper nel Kentucky. Migliora la situazione per quanto riguarda l’energia elettrica: le case o aziende che non hanno luce sono passate da 80.000 a 20.000.  In totale sono stati quasi 5.000 i voli cancellati negli Stati Uniti da giovedì per il maltempo, per lo più negli aeroporti di New York e Boston. Alle 7 del mattino (le 13 in Italia) sono ripresi i voli dall’aeroporto Jfk di New York. Si vola pure al La Guardia, ma con molti ritardi e cancellazioni. Per quanto riguarda i collegamenti con l’Italia, ci sono stati tre voli annullati e 11 in ritardo nei collegamenti con Malpensa, 26 in ritardo per Fiumicino con Roma. Nel Maine e nel New Jersey tutti gli uffici pubblici resteranno chiusi. 

“La tempesta più potente mai osservatasi sulla Costa Est”

Anche se per i meteorologi è la tempesta più potente mai osservata sulla costa orientale, gran parte del ciclone è rimasta di fatto nell’Oceano Atlantico mentre sferzava gli Stati costieri. Il risultato è che dalla Virginia al New Hamsphire la tempesta ha scaricato fino a 30 centimetri di neve, oltre a raffiche di vento gelido e inondazioni sulla costa.
E il peggio deve ancora venire: secondo le previsioni, a New York, la tempesta sarà seguita da un gelo così profondo che le strade rimarranno coperte da uno strato di neve e ghiaccio per giorni. “Incoraggio davvero tutti a starsene a casa”, ha consigliato un amministratore comunale, Kathryn Garcia. Le temperature gelide rimarranno fino a sabato e miglioreranno solo lievemente domenica. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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