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Gli elettori hanno premiato gli impegni dei partiti contro la corruzione: 6 grafici

Questo articolo è a cura della Onlus Riparte il futuro

“Conoscere il presente per cambiare il futuro”. È questo in estrema sintesi l’obiettivo dell’”Osservatorio sulla corruzione”(osservatorio.riparteilfuturo.it), una delle ultime iniziative lanciate dall’associazione indipendente Riparte il futuro, che da oltre cinque anni si batte in Italia per la trasparenza e la lotta a tangenti e malaffare. Un obiettivo che racchiude un concetto chiave per diffondere e promuovere la partecipazione dal basso alla costruzione di un domani migliore: essere informati è un requisito indispensabile – uno strumento, un’arma – per comprendere i problemi del mondo in cui viviamo e contribuire alle soluzioni. Utopia? No: in questo caso si tratta di big data.

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La piattaforma online dell’Osservatorio, infatti, si basa su un software avanzato capace di scandagliare oltre 150 milioni di fonti online (tra testate, blog, social network), per offrire agli utenti in maniera accessibile e gratuita una visione aggiornata e accurata del dibattito pubblico in rete attorno al tema della corruzione. Quanto e come se ne parla sui giornali online e nelle piazze di Facebook, Twitter, Instagram? Quali sono le conversazioni che generano più polemiche, chi le influenza, quali sono i temi caldi del momento? Informazioni che vengono tradotte in grossi volumi di dati, comparabili e intelligibili. 

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Il progetto, lanciato in occasione dello scorso Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, permette una visione trasversale e aggiornata in tempo reale, costruita sulla pluralità delle informazioni presenti in rete. Una visione che può contribuire all’azione: l’Osservatorio nasce infatti sulla scia della battaglia culturale che Riparte il futuro ha condotto in questi anni parallela all’intensa attività di pressione legislativa sui decisori pubblici (che ha portato a diversi risultati concreti tra cui l’introduzione del Freedom of information Act e della legge a tutela dei whistleblower). “Più persone sono in grado di conoscere un fenomeno negativo, ne parlano e lo portano alla luce, meno questo fenomeno è destinato a ripetersi – afferma Priscilla Robledo di Riparte il futuro. – Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione di giornalisti, ricercatori e cittadini uno strumento che permette di acquisire maggiore consapevolezza su un problema che frena lo sviluppo del nostro Paese.”

E i primi risultati emersi dalla ricerca, che Riparte il futuro ha pubblicato ad aprile scorso insieme all’agenzia internazionale di data analysis Accurat, dimostrano tutto il potenziale di questo strumento. Analizzando i casi di corruzione che hanno destato maggior interesse online da aprile 2016 a dicembre 2017 e mettendo in evidenza le hashtag più diffuse, le parole più usate, il volume dei commenti e altri aspetti che aiutano a comprendere i fattori di viralità di una notizia, è stata tratteggiata una data visualization che racconta la corruzione italiana da una prospettiva del tutto inedita. 

Interessante notare che in pole position si è classificato lo scandalo Consip con 287 giorni di presenza sui siti di informazione e 79 sui social network, seguito dal caso delle vacanze di lusso di Formigoni, dagli scandali sui concorsi universitari truccati all’Università di Firenze e dalla prescrizione di Verdini. Tra i temi di cui si è discusso di più nel periodo analizzato, l’istruzione occupa il primo posto con 40.029 articoli e post pubblicati e un bacino di utenza potenziale di 2,6 milioni, seguita dai reati economici (29.615 articoli e post pubblicati e 1,7 milioni di utenti) e dalla sanità (29.604 articoli e post pubblicati e 1,4 milioni di utenti).

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La ricerca inoltre ha permesso di mettere in luce le dinamiche con cui si muove l’informazione in rete, ad esempio tratteggiando l’identikit dei personaggi che hanno maggiore presa sugli utenti, i cosiddetti “influencer”. Dai dati emerge che i più giovani (13-24 anni) non si lasciano minimamente influenzare dalle figure politiche, quanto piuttosto da semplici individui della società civile, seguiti principalmente su Instagram e Twitter. Al contrario, nella fascia d’età tra i 25 e 54 anni, si fa maggior riferimento ai leader politici che esprimono opinioni sui propri profili online, per poi passare in secondo piano tra gli over 55.

E commentando il dato con il senno di poi – e qui c’è tutto il senso del motto dell’iniziativa, di cui si parlava nell’incipit – è emerso che le forze politiche più attive sul tema della lotta alla corruzione in fase di campagna elettorale sono tra quelle che oggi siedono al governo: il MoVimento 5 Stelle è il primo ad aver puntato sull’argomento, soprattutto attraverso il leader Luigi di Maio, con post molto frequenti connotati da un seguito elevato. Anche Liberi e Uguali con Pietro Grasso si è espresso di frequente a proposito di corruzione ma ottenendo risultati medi in termini di engagement (nonché decisamente bassi in termini di esito elettorale). Seguono gli account ufficiali della Lega, il cui leader però non si è mai espresso sulla lotta alle tangenti. I grandi assenti dal dibattito sulla corruzione sui social sono stati Forza Italia, Noi con L’italia, Fratelli d’Italia e Civica Popolare. 

E se conoscere il presente può aiutarci a cambiare il futuro, gli intenti anticorruzione di Di Maio dovrebbero essere presi molto seriamente non solo da chi lo ha votato. Spetta ai cittadini infatti – informati e consapevoli – chiedere conto delle promesse fatte.  Riparte il futuro lo fa caparbiamente, ogni giorno. 

(Laura Ghisellini per Riparte il futuro)

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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