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Gli scandali nella Diocesi di Cagliari: pedofilia e lettere anonime

Ecco i risvolti delle indagini giudiziarie sui sacerdoti nel Cagliaritano: non mancano le clamorose sorprese.

Negli scandali che hanno sconvolto, di recente, la Diocesi di Cagliari ormai il “menù” quotidiano propone di tutto: indagini canoniche, procedimenti giudiziari (don Luca Pretta, ex parroco di Gesico),avvisi di garanzia (don Marco Lai, parroco di sant’Eulalia),arresti (don Pascal Manca, ex parroco di Villamar, oggi in libertà e in attesa dell’udienza preliminare dopo la chiusura delle indagini),appartenenza alla massoneria (don Giancarlo Dessì, ex parroco di Villamar e Mandas),rinvio a giudizio (don Massimiliano Pusceddu, ex parroco di Decimoputzu) e così via. Una lunga Via Crucis dove anche il Cireneo avrebbe seri problemi a portare la croce, vista l’entità delle accuse mosse nei confronti di alcuni sacerdoti della Diocesi cagliaritana. Nell’elenco delle stazioni della via dolorosa è importante soffermarsi su una in particolare: il ruolo delle lettere anonime e dei corvi nella vicenda della pedofilia.

Prassi, quella delle accuse senza volto, mal tollerata dall’Arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio che, ascoltato il 16 maggio 2015, dal pubblico ministero Liliana Ledda dichiara a verbale che “non basterebbe l’archivio della Curia per contenerle tutte. Quindi, per prassi, non conserviamo le lettere anonime e non si ritiene possibile, né opportuno dare sviluppo alle indagini”. Parole che pesano come macigni, in queste ore, dove le lettere anonime sembrano farla da padrona. Davanti alla linea adottata dal Vescovo si oppone, infatti, la realtà dei procedimenti giudiziari in corso. Fra tutti quello riguardante l’ex parroco di Villamar don Pascal Manca finito in carcere proprio in seguito ad una lettera anonima che, in calce, portava la firma di tale Virgilio Porcu (risultato estraneo ai fatti). Proprio don Pascal Manca, il 22 aprile 2015, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia per presunta pedofilia, dichiarava a L’Unione Sarda di “Essere innocente. Non conosco ancora i fatti che mi vengono contestati. Non ho letto l’esposto anonimo contro la mia persona” Particolare inquietante, quello della lettera anonima, poiché riportava alcuni fatti già esposti in precedenza proprio al Vescovo di Cagliari Arrigo Miglio e riguardanti la Parrocchia di Mandas.

Particolare confermato, nella sua deposizione del 16 maggio, dove affermava che “Nell’estate 2013 ricevo la visita di un giovane di Mandas che mi porta delle accuse contro don Pascal e mi assicura che ci sono altri giovani pronti a venire. Cosa che non si è verificata”. Lo stesso Arcivescovo, agli atti, ribadisce che non ha potuto verbalizzare per l’assenza di due testimoni. Una lettera, quindi, che proprio anonima non era, stando a quanto va via emergendo. Altro particolare curioso è che la missiva (che riporta fatti accaduti nel paese di Mandas) è stata inviata nel 2014 non più solo  al Vescovo o al Vaticano ma anche alla Procura e ad alcuni giornali, portando poi alle indagini che, nei primi giorni di maggio, si concluderanno con l’arresto del parroco di Villamar (di cui si darà conto, sulle sue modalità, in un prossimo articolo),mentre a Mandas era parroco il suo successore (e predecessore a Villamar) don Giancarlo Dessì (che, stando al sito della Diocesi, ha come collaboratore operante in Parrocchia padre Ignazio Pili). Lo stesso sacerdote che, il 25 luglio scorso, stando a quanto riportato dalla stampa, dall’altare della chiesa di San Giacomo Apostolo annunciava che “Io e il Vescovo siamo oggetto di calunnie attraverso lettere anonime”. Le stesse che il Vescovo Miglio, stando alle sue affermazioni, non conservava e non utilizzava per dare sviluppo a nuove indagini. Dettagli, qualcuno potrà dire. Gli stessi di cui parla lo storico Aby Warburg trovando nascosto in essi il diavolo.E per restare in tema con Dan Brown tra Angeli e demoni.

http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/39341/gli-scandali-nella-diocesi-di-cagliari-pedofilia-e-lettere-anonime.html

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