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Gli svizzeri non vogliono 2.260 euro di reddito garantito al mese: domenica il voto decisivo

Al referendum indetto per decidere sulla misura di assistenza il fronte del “no” è in vantaggio.

Supporter di un referendum sugli stipendi dei manager nel 2013 a Zurigo. In Svizzera la consultazioni pubbliche sono molto frequenti. (Foto)

29/05/2016 –

Salvo sorprese dell’ultimo minuto, la Svizzera si appresta a respingere per referendum, il prossimo 5 giugno, il cosiddetto reddito di base incondizionato (Rbi),sul modello di quello deciso in Finlandia a titolo sperimentale per due anni a partire dal 2017, previo il rispetto di alcune condizioni.

Tutti gli ultimi sondaggi danno per certa la vittoria del no all’ipotesi di inserire nella Costituzione il principio del reddito garantito per tutti: ad ogni cittadino dalla nascita alla morte verrebbe garantito una rendita mensile sufficiente per vivere. Secondo i promotori, così facendo si abolirebbe la povertà, dando più spazio alla creatività e aumentando il tempo passato con i figli. L’ipotesi è di una rendita di 2.500 franchi (2.260 euro) per gli adulti e di 625 franchi per i minorenni. È una cifra che può impressionare rispetto agli standard italiani, ma in un Paese ricco come la Svizzera si tratta di una cifra di poco superiore alla soglia di povertà.

In Parlamento l’iniziativa è stata respinta praticamente in blocco, con pochi consensi soltanto in seno alla sinistra rosso-verde. Sia il Consiglio federale sia il Parlamento hanno chiesto agli elettori di votare no.

L’alto livello della disoccupazione sta portando molti Paesi ad affrontare il problema del reddito per milioni di cittadini in difficoltà. Oltre al caso della Finlandia, varie regioni italiane hanno approvato una misura di sostegno al reddito per le fasce più povere, dalla Val d’Aosta al Friuli Venezia Giulia e anche la Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni ha discusso l’iniziativa.

Il 5 giugno gli svizzeri sono chiamati a pronunciarsi su 5 referendum: oltre a quello sul Rbi, uno sui profitti nelle prestazioni di base, uno per un equo finanziamento dei trasporti, uno sull’esame genetico degli embrioni ottenuti con la fecondazione artificiale, uno sull’accelerazione delle procedure per l’asilo. Governo e Parlamento suggeriscono di votare a favore soltanto delle due ultime iniziative.

http://www.lastampa.it/2016/05/29/esteri/gli-svizzeri-non-vogliono-euro-di-reddito-garantito-al-mese-domenica-il-voto-decisivo-9fRqsnaV7GOCTeE9OxfjQO/pagina.html

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