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Gli Usa tornano in Vietnam con le startup.  E altre 8 notizie da lontano

La città di Ho Chi Minh spera di ricevere l’aiuto del governo degli Stati Uniti per le imprese locali di startup e di innovazione in Vietnam, come la costruzione di una smart city. Lo ha dichiarato il segretario del partito comunista della città Nguyen Thien Nhan, mentre stava ricevendo una delegazione statunitense, guidata da Ted Yoho, presidente della sottocommissione per l’Asia e il Pacifico presso la commissione per gli Affari Esteri della Camera degli Stati Uniti il 18 ottobre.

Secondo Yoho, molte aziende americane sono interessate al mercato locale. Il presidente ha anche espresso la sua speranza che le autorità locali del Vietnam creeranno condizioni favorevoli affiché le aziende americane possano studiare e investire nel mercato.

Ho Chi Minh City attira numerosi investimenti stranieri in Vietnam.  Gli Stati Uniti sono il decimo investitore straniero più grande di Ho Chi Minh, con 350 progetti attivi per un valore di oltre 640 milioni di dollari. Gli investimenti statunitensi rappresentano un terzo del capitale straniero versato complessivamente nella città nei primi nove mesi del 2017, secondo le stime statali.

di Tran Thi Huyen da Hanoi, Vietnam   


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Ghana: lanciata l’agenda digitale per indirizzi, pagamenti e carte d’identità

Sta per finire l’era delle città africane dove gli indirizzi non esistono e si indica “il grande albero all’angolo” per trovare una certa casa, dove le date di nascita non si conosco e i documenti non si fanno, tanto è il leader tribale a garantire. Il Ghana ha scelto di dare una svolta e ha virato sul digitale. Risale a settembre la nascita della “Ghana card”, il nuovo sistema nazionale di carte d’identità digitalizzato. È notizia di ieri, 18 ottobre, il lancio di “ghanapostGPS”, applicazione scaricabile da Google Playstore su Android, da Apple Store su iOS e on line, che genera indirizzi unici con codice postale per ciascun luogo, mentre è stato annunciato per novembre il lancio della “Interoperable Electronic Platform”, per il pagamento di beni e servizi e per i trasferimenti elettronici di denaro.

È l’agenda digitale lanciata dal Presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo, in carica da meno di un anno, ma deciso a trasformare il paese in una economia che funziona. La natura informale dell’economia ha, secondo Akufo-Addo, impedito fino ad ora di allargare il sistema di pagamento delle tasse e quindi quella imposizione fiscale che avrebbe permesso di migliorare e ampliare i servizi alla popolazione. 

Questo processo di digitalizzazione e registrazione messo in atto nel paese è anche garanzia di maggiore sicurezza per i cittadini, ne è convinto il presidente che ha parlato con sollievo del fatto che da ora “ambulanze, polizia, vigili del fuoco sapranno dove intervenire quando ricevono una chiamata”. Il fatto inoltre che non si possa richiedere la Ghana Card, ovvero la carta d’identità senza avere un indirizzo, è per il presidente un elemento importante che segna come l’agenda digitale del paese stia facendo passi avanti in modo omogeneo e integrato. 

di Francesca Spinola da Accra, Ghana 


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Cina: Pechino cresce del 6,8% nel terzo trimestre 2017, in linea con attese

La Cina cresce del 6,8% nel terzo trimestre del 2017. Lo ha reso noto l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese. Il dato è in lieve rallentamento rispetto al 6,9% raggiunto nei primi sei mesi dell’anno, ma in linea con le aspettative degli analisti. 

Lieve rallentamento per la Cina nel terzo trimestre 2017. Il dato finale pubblicato oggi dall’Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino segna una crescita al 6,8% per il periodo da luglio a settembre scorsi, in calo di un decimale rispetto al dato dei primi sei mesi, quando era al 6,9%, ma comunque in linea con le attese degli analisti e al di sopra dell’obiettivo fissato a marzo scorso dal governo, di una crescita “attorno al 6,5 o superiore” per l’interno 2017. Il raggiungimento del target sembra ormai garantito e a questa velocità la Cina potrebbe superare anche il dato finale del 2016, al 6,7%, registrando una risalita rispetto all’anno precedente, per la prima volta dal 2010. Il dato di oggi arriva tra segnali contrastanti provenienti negli ultimi giorni dalle massime autorità cinesi. Il risultato marca una controtendenza rispetto all’ottimismo delle ultime parole pronunciate pubblicamente dal governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan: da Washington, a margine del G30 International Banking Seminar, il numero uno della People’s Bank of China aveva previsto una crescita al 7% nella seconda parte dell’anno. Più critico, invece, il presidente cinese, Xi Jinping, che proprio ieri, nel discorso di apertura dei lavori del diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, in qualità di segretario generale del Pcc, aveva avanzato dubbi sullo sviluppo della Cina, definendolo ancora “non equilibrato e inadeguato”, nonostante un costante aumento del prodotto interno lordo cinese dal 2012 a oggi, e aveva sottolineato l’importanza di focalizzarsi sulla qualità della crescita e sui consumi interni. 

di Eugenio Buzzetti da Pechino, Cina


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Turchia: arrestato uomo d’affari vicino a Soros 

Osman Kavala, uomo d’affari da sempre in prima linea nella promozione della cultura e vicino alle organizzazioni in difesa dei diritti umani, è stato arrestato questa notte all’aeroporto Ataturk di Istanbul. 

Kavala, proprietario di una delle principali case editrici turche e direttore della fondazione culturale Anatolia, si era recato nel sud del Paese, a Gaziantep, per un progetto da realizzare in collaborazione con il Goethe Institute, prima di essere arrestato sul medesimo aereo che lo ha riportato ad Istanbul. 

L’avvocato dell’uomo d’affari ha dichiarato che le accuse non sono ancora state rese note, tuttavia l’arresto è stato già esteso a un periodo di 7 giorni. 

La relatrice per la Turchia dell’Unione Europea, Kati Piri ha definito attraverso il proprio profilo Twitter “fastidiosa” la notizia dell’arresto di Kavala, lanciando un appello per la “immediata” liberazione di quest’ultimo. 

Kavala ha collaborato con l’Unione Europea attraverso il proprio impegno con il Center for Democracy in Southeastern Europe. 

Le attività di Osman Kavala in Turchia sono in alcuni casi legate agli interessi del finanziere George Soros, la cui fondazione e’ presente in 120 Paesi tra cui figura la Turchia, dove Kavala ha un ruolo centrale.

di Giuseppe Di Donna da Istanbul, Turchia


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Sudafrica: una mostra celebra il ruolo dell’Onu nella lotta all’apartheid

L’agenzia di marketing sudafricana Brand South Africa e le Nazioni Unite hanno organizzato un’esposizione di sei mesi che illustrerà il contributo dell’Onu nella lotta all’apartheid in Sudafrica.

La mostra offre un punto di vista storico, ma anche contemporaneo, e si serve dell’utilizzo di materiale audiovisivo. Sarà visitabile presso il Museo dell’Apartheid di Johannesburg dal 19 ottobre 2017 al 31 aprile 2018.

“Brand South Africa avrà l’opportunità di far parte del consolidamento, della commemorazione e della conservazione della memoria storica dell’apartheid e del ruolo svolto dall’ONU”, ha dichiarato il direttore generale dell’azienda Mpumi Mabuza.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha denunciato l’apartheid nel 1973 e nel 1976 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato per imporre un embargo obbligatorio sulla vendita di armi in Sudafrica.

L’apartheid era un sistema di segregazione razziale e discriminazione istituzionalizzata che fu applicata dalla minoranza bianca alla maggioranza nera tra il 1948 e il 1991. La parola significa “separazione” in Afrikaans. Il Sudafrica è stato liberato dall’apartheid nel 1994, quando Nelson Mandela è diventatao il primo presidente democratico del paese.

di Daniel Bugan da Città del Capo, Sudafrica


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Iran: esporta grano duro in Italia, la pasta parlerà persiano 

Gli italiani mangeranno anche “pasta iraniana”, dato che quest’anno, per la prima volta, l’Italia ha importato 31 mila tonnellate di grano duro persiano per la produzione della pasta. Lo ha reso noto Yazdan Seif, direttore esecutivo di GTC, Government Trade Corporation dell’Iran. L’esportazione di grano iraniana in Europa e in Medioriente, nei primi 6 mesi successivi al 21 Marzo 2017 ha superato la quota di 120 mila tonnellate. Per quanto riguarda il grano, attraverso un accordo con Russia e Kazakistan, colossi mondiali del prodotto chiave per la sicurezza alimentare, l’Iran esporterà quest’anno ben 700 mila tonnellate. 

Per il grano duro, invece, le esportazioni iraniane, quest’anno, dovrebbero aggirarsi sulle 300 mila tonnellate. 

Nella dottrina economica iraniana coniata “economia della resistenza” dalla guida spirituale Ali Khamenei, il grano è considerato uno dei prodotti d’importanza strategica per il paese mediorientale. 

di Davood Abbasi da Teheran, Iran


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Migranti: primo via libera Europarlamento a riforma Dublino 

La commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha approvato la sua proposta per riformare le regole di Dublino, eliminando di fatto il principio del Paese di primo approdo in base al quale i richiedenti asilo sono responsabilità degli Stati membri in cui hanno compiuto il primo ingresso. La posizione dell’Europarlamento include l’introduzione di un meccanismo automatico di ridistribuzione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati membri quando un Paese ha superato una certa soglia di ingressi, che viene calcolata sulla base della popolazione, del Pil e del numero di migranti accolti l’anno precedente. La proposta della relatrice Cecilia Wikstrom è stata approvata con 43 voti a favore e 16 contrari e servirà da base per i negoziati con i governi, che non hanno ancora una posizione comune. 

Secondo la proposta dell’Europarlamento i Paesi di primo arrivo non dovrebbero più essere automaticamente responsabili per i richiedenti asilo che giungono sul loro territorio. La responsabilità verrebbe attribuita agli Stati membri sulla base di “legami reali” del richiedente asilo, come la presenza della famiglia, una precedente residenza o gli studi effettuati. Nel caso in cui questi legami non esistano, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati a uno Stato membro secondo una chiave di distribuzione fissa. L’obiettivo è evitare che i Paesi “in prima linea” debbano caricarsi una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa per proteggere le persone in stato di necessità”, spiega una nota dell’Europarlamento. Nel Paese di primo arrivo i migranti dovranno comunque essere registrati e sottoposti a controlli di sicurezza e a una rapida valutazione dell’effettiva necessita’ di una protezione internazionale. Secondo la proposta dell’Europarlamento, gli Stati membri che non seguono le regole dovrebbero subire sanzioni, come una riduzione dell’accesso ai fondi dell’Unione europea.

di David Carretta da Bruxelles, Belgio


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Nigeria: l’agenzia contro il traffico di persone chiede all’Ue una corretta profilatura delle vittime prima dei rimpatri

Il direttore generale dell’Agenzia Nazionale contro il traffico di esseri umani (NAPTIP) della Nigeria, Julie Okah-Donli, ha invitato l’Unione europea e altri partner a garantire una corretta profilatura delle vittime del traffico di esseri umani prima che queste siano rimpatriate nel paese.

Okah-Donli ha affermato che tale profilatura contribuirebbe a verificare lo status delle vittime nonché a determinare il tipo di riabilitazione e reintegrazione da fornire loro.

Il direttore della NAPTIP ha espresso questo auspicio mentre riceveva ad Abuja una delegazione dell’Unione europea e dell’unità operativa di supporto ai rimpatri dell’agenzia Frontex, l’ente che monitora le frontiere europee e che attualmente coordina il processo di ritorno volontario dei migranti dai paesi europei.

Okah-Donli ha detto che NAPTIP è interessata ad attività precedenti il rimpatrio ben definite che consentiranno di individuare alcuni trafficanti, offrire alle vittime la scelta di mezzi di sostentamento alternativi e impedire loro di entrare nuovamente nella rete dei criminali.

di Bosun Odedina da Lagos, Nigeria


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Iran: Norvegia ‘ignora’ Trump e investe 4mld dlr in fotovoltaico 

La società norvegese SAGA Energy ha firmato con l’iraniana Amin Energy Developers un accordo per la costruzione di 2 GigaWatts di impianti solari nei deserti dell’Iran con un investimento pari a 4 miliardi di dollari della società scandinava. 

“La Norvegia rispetta pienamente il JCPOA (l’accordo nucleare del 2015 tra l’Iran e le sei potenze mondiali) e oggi abbiamo dimostrato di aver preso sul serio l’apertura mostrata dall’Iran”, ha detto Lars Nordrum commentando la firma del contratto. 

L’ad di Saga Energy, Gaute Steinkopf, che ha parlato alla rete PressTv, ha pure rivelato un aspetto interessante del contratto: “Costruiremo una fabbrica per produrre i pannelli solari nel paese e creare occupazione”.

di Davood Abbasi da Teheran, Iran


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A cura di Anna Ditta – The Post Internazionale (TPI)

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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