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Governo cialtrone con la scuola

Insegnanti arrabbiatidi Piergiorgio Odifreddi –

Il ministro Saccomanni avrà anche tutte le motivazioni tecniche per imporre ai sottopagati insegnanti del nostro paese una restituzione di 150 euro al mese, pari a circa il 10% del loro misero stipendio medio. Ma che sia un privilegiato ex banchiere della Banca d’Italia a voler scippare una delle categorie più disincentivate della nostra pubblica amministrazione, invece di dimettersi per dignità e orgoglio, è semplicemente l’ennesima riprova che la classe politica merita di essere “gettata nel cestino dei rifiuti della storia”, come disse a suo tempo Trotski.

E quando si parla di classe politica, la si intende tutta intera. Perché questo ennesimo pasticcio è il risultato dell’incompetenza congiunta di ben tre governi, uno peggiore dell’altro (ed è tutto dire): quello di Berlusconi, sostenuto dal solo centrodestra, e quelli di Monti e del primo Letta, entrambi sostenuti sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Furono Berlusconi e Monti a bloccare la progressione economica degli stipendi degli insegnanti per il triennio 2010-2012, anche se poi pagarono comunque gli scatti, fingendo di dare con una mano ciò che toglievano con un’altra. Nel 2010, infatti, i fondi si trovarono grazie ai tagli della riforma Gelmini. Nel 2011, furono sottratti alle attività formative. E nel 2012, vennero distratti dal bilancio dell’istruzione.

Nel gennaio del 2013 il blocco triennale terminò, e gli scatti maturati cominciarono a essere pagati regolarmente. Ma a settembre l’ineffabile Letta decise di non essere da meno dei suoi due gloriosi predecessori, e bloccò retroattivamente gli scatti del 2013: anche quelli già pagati, che ora vengono richiesti indietro, unendo il danno alle beffe.

Naturalmente, lo scippo non è che l’ultimo sberleffo fatto agli insegnanti e alla scuola. Dopo i tagli al personale e ai finanziamenti, non potendo ormai dare di meno, il governo ha cominciato a chiedere di più: dapprima nel carico di lavoro, e ora addirittura nei soldi. I sindacati minacciano giustamente uno sciopero, ma è giunta l’ora che gli insegnanti smettano di sostenere con il loro volontariato una scuola che li bistratta da decenni, e che pretende di vivere al di sopra delle proprie possibilità e dei propri mezzi.

Invece di scendere in piazza per qualche giorno, gli insegnanti inizino dunque semplicemente uno sciopero bianco a oltranza. Non facciano niente di più di ciò per cui vengono miseramente pagati, rispetto ai loro colleghi dei paesi civili d’Europa. Lascino che la scuola degradi e vada a rotoli, così che il resto d’Europa veda finalmente dove ci stanno portando quei tronfi sapientoni della Banca d’Italia, della Bocconi, del Bilderberg e dell’Aspen, con la benedizione dell’ex “comunista” che presiede questa nostra Repubblica delle Banane.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/

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