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Governo Tripoli riprende offensiva contro Isis a Sirte

Tripoli – Le forze dell’operazione “al Bunian al Marsus” fedeli al governo di accordo nazionale di Tripoli hanno ripreso oggi l’offensiva contro le ultime postazioni dello Stato islamico (Isis) nella citta’ di Sirte. Secondo quanto emerge da un comunicato diffuso dai responsabili dell’operazione nei combattimenti di oggi sono stati uccisi due importanti leader dell’Isis di stanza a Sirte: Hassan al Kirrami e Walid al Furjani. Entrambi sono morti durante una serie di scontri nell’area numero 3 di Tripoli, dove sono asserragliati ormai da due settimane gli ultimi combattenti dello Stato islamico. “Le nostre forze stanno usando artiglieria pesante per colpire le posizioni in cui Daesh (acronimo in arabo per Stato islamico in Iraq e nel levante) si e’ arroccato”, precisa il comunicato di “al Bunian al Marsus”.

Durante l’offensiva di oggi le milizie sono riuscite a bloccare due autobomba condotte da attentatori suicidi. Reda Issa, un portavoce delle forze lealiste, ha sottolineato ai media internazionali che i comandanti dell’operazione hanno tenuto vari incontri in questi giorni prima di riprendere l’offensiva a Sirte dopo circa due settimane di pausa. Negli scontri di oggi sarebbero rimasti uccisi tre membri delle milizie fedeli al governo di Tripoli che si aggiungono agli oltre 450 morti tra le fila dell’operazione “al Bunian al Marsus” rimasti uccisi dall’inizio dell’offensiva contro lo Stato islamico a Sirte. Secondo fonti locali il ritardo nella ripresa dell’offensiva e’ stato legato all’impossibilita’ di poter soccorrere e curare i feriti durante i combattimenti dato che l’ospedale centrale di Misurata versa in una costante situazione di emergenza. La scorsa settimana l’Italia ha deciso di rispondere positivamente a una richiesta ufficiale del capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al Sarraj, per installare un ospedale militare da campo a Misurata e curare i feriti provenienti da Sirte. La struttura prevede l’impiego di 300 persone: 65 medici e infermieri, 135 persone incaricate della logistica e 100 militari per la protezione dell’ospedale.(AGI) 

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