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Grandi esperti del nulla. Due perle a firma Melloni e Riccardi

Due esperti, questi sì veri, quali Paolo Mereghetti e Gian Carlo Blangiardo, ci hanno segnalato nei giorni scorsi un paio di performance di due loro celebri ma meno inappuntabili colleghi cattolici.

Mereghetti è il principe dei critici cinematografici del “Corriere della Sera”. E ha raccontato così l’esordio del nuovo film a puntate del regista Paolo Sorrentino, una serie che andrà in onda su Sky a partire dal 21 ottobre col titolo “The Young Pope” (vedi foto),presentata al festival di Venezia:

“Le prime due puntate iniziano con un nudo integrale del lato B (il papa è appena uscito dalla doccia, per il suo primo giorno da pontefice) e continuano con un discorso programmatico che invita al libero amore, all’aborto, ai piaceri del sesso. Lo stupore dello spettatore si spegne quando scopre che è solo un sogno – non il nudo però – ma così si prepara a un ritratto della vita vaticana dove può succedere di tutto. Come in effetti accade”.

“Decisamente sopra le righe, forse un po’ troppo”, è il giudizio di Mereghetti sul film.

Ma il bello è dove riferisce che Sorrentino ha scritto la sceneggiatura del film con la “collaborazione teologica” di Alberto Melloni. Cioè dello storico della Chiesa che è alla testa della “scuola di Bologna” ed è tra i più sfrenati corifei di papa Francesco.

Melloni è loquace fautore di una modernizzazione del papato. Ma se “The Young Pope” ne è la primizia…

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Il professor Gian Carlo Blangiardo è invece ordinario di demografia all’Università Bicocca di Milano ed è uno dei più accreditati analisti della catastrofica penuria di nascite di cui soffre sempre più l’Italia.

In un’intervista ad Andrea Zambrano per La Nuova Bussola Quotidiana, nel commentare l’assenza di reazione politica al crollo demografico, a un certo punto il professore ha ricordato che, propriamente, un valido “Piano nazionale sulla famiglia” era stato “elaborato dal governo Berlusconi quando responsabile delle politiche famigliari era Carlo Giovanardi”, un piano al quale lui stesso aveva dato il suo contributo di studioso.

Ma poi quel piano era andato in fumo così:

“Dopo l’approvazione del governo Monti è stato messo nel cassetto dallo stesso esecutivo e non vi è stata data attuazione quando a prendere il posto di Giovanardi arrivò Andrea Riccardi”.

Riccardi, in effetti, oltre che ministro per la cooperazione internazionale nel governo presieduto da Mario Monti, ebbe anche la delega a occuparsi dei problemi della famiglia, come se l’aver fondato e il continuare a dirigere la Comunità di Sant’Egidio fossero titoli di merito per questo ruolo.

Quando invece la realtà diceva l’opposto. Perché dietro la sua facciata di successo, in quella comunità le nascite sono state a lungo scoraggiate e anche i fidanzamenti e i matrimoni sono stati governati dall’alto con metodi autoritari, al punto che fece rumore, nel 2003, la sentenza di nullità “per costrizione” emessa dal tribunale ecclesiastico di Roma riguardo a un matrimonio tra due suoi membri:

> Sant’Egidio, difensore del vincolo

L’onnipresente Riccardi è ormai un oracolo consultato da tutti e su tutto, anche lui membro di spicco della corte di papa Francesco.

Ma ora sappiamo che cosa ha combinato da quasi “ministro” della famiglia, cestinando l’unico piano fin qui mai prodotto in Italia per contrastare il crollo della natalità.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/09/07/grandi-esperti-del-nulla-due-perle-a-firma-melloni-e-riccardi/

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