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Grandi opere maxi blitz, 35 arresti

Roma – Sesso e denaro in cambio di appalti. Maxi-blitz anticorrizione coordinata dalle pocure di Roma e di Genova hanno portato all’arresto di 35 persone in due diverse operazioni per tangenti su grandi opere pubbliche. In manette è finito anche Giandomenico Monorchio, imprenditore e figlio dell’ex ragioniere dello Stato, Andrea, mentre figura nell’elenco degli indagati a piede libero Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Pietro. 

Una delle due indagini, che gli inquirenti hanno battezzato “Amalgama”, è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Roma che hanno notificato a 21 indagati un’ordinanza di custodia cautelare. Il Gip della capitale contesta a vario titolo i reati di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione. Ipotizzate condotte corruttive finalizzate a ottenere contratti di subappalto nell’ambito dei lavori per la realizzazione della tratta Tav “A.V./A.C Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi” (Alta Velocità Milano-Genova), del 6° Macrolotto dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa.

 

 

Secondo gli inquirenti, agiva un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso da colui che – fino al dicembre 2015 – era il direttore dei lavori delle tre opere in questione e dal suo socio di fatto, un imprenditore calabrese, che si e’ avvalso del contributo di altre 9 persone, tra cui anche alcuni funzionari del Cociv (Consorzio collegamenti integrati veloci). I ventuno arresti sono stati eseguiti tra il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, la Liguria, la Toscana, l’Abruzzo, l’Umbria e la Calabria. Il direttore dei lavori avrebbe ottenuto, insieme con il suo socio calabrese, contratti per un valore complessivo di 5 milioni di euro da parte delle ditte esecutrici.

TERZO VALICO, 14 IN MANETTE

Nell’inchiesta genovese, sono imprenditori e dirigenti di un consorzio – general contractor, impegnato nella realizzazione del cosiddetto Terzo Valico, i destinatari delle 14 ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito dell’operazione “Arka di Noè”. Le indagini della Gdf e della procura del capoluogo ligure, hanno consentito di accertare episodi di corruzione, concussione e di turbativa d’asta che avrebbero visto protagonisti gli indagati (in tutto 24) nei vari ruoli ricoperti negli anni, in relazione all’aggiudicazione di commesse per un valore complessivo di oltre 324 milioni di euro.

In particolare, spiegano gli investigatori, è emerso che “in occasione dello svolgimento delle gare indette dal general contractor, alcuni dirigenti preposti allo svolgimento delle stesse, per pilotare l’assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte anomale divenissero regolari in violazione ai principi della ‘par condicio’ e, in altri, si sono avvalsi della compiacenza di concorrenti di comodo, in realtà non interessati all’aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l’assegnazione all’unico concorrente interessato”. In una circostanza la turbativa sarebbe stata accompagnata dal pagamento di una somma di denaro. Quarantacinque le perquisizioni e i sequestri di documentazione in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Campania.

TERZO VALICO GENOVESE: ESCORT IN CAMBIO DI APPALTI

 Per aggiudicarsi gli appalti dei lavori per il Terzo Valico genovese gli imprenditori non pagavano soltanto tangenti, ma offrivano anche prestazioni con escort. E’ quanto emerso dalle carte dell’inchiesta della guardia di finanza e della procura di Genova che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari. Secondo gli investigatori, la gara di appalto dei lavori per la galleria Vecchie Fornaci sarebbe stata assegnata a due società, la Europea 92 e la Cipa spa in cambio di serate con prostitute oltre che mazzette. In particolare, si legge nell’ordinanza, “Ricci Marciano in qualità di amministratore di fatto della società Europea 92 spa organizzava e pagava un incontro tra Giulio Frulloni e una escort e successivamente gli prometteva l’organizzazione di un analogo incontro affinché Frulloni, in qualità di coordinatore costruzioni del consorzio Cociv, aiutasse la società Europea e Cipa spa a vincere la gara ad inviti indetta dal Cociv per l’appalto dei lavori di costruzione della galleria Vecchie Fornaci”. L’inchiesta è partita nel 2014 e si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche e ambientali. In un caso la guardia di finanza ha documentato la consegna di una tangente da 10 mila euro nella sede di Cociv da parte di un imprenditore verso un alto dirigente del Consorzio. L’imprenditore intercettato commenta “missione compiuta, secondo indicazioni ricevute”. “I proventi della corruzione sono stati innanzitutto denaro contante e avevamo anche prestazioni di escort – ha detto Maurizio Cintura, comandante del nucleo di polizia tributaria – In ogni caso, nell’ipotesi della concussione, avevamo l’imposizione del sistema di aziende in subappalto”. 

ARRESTATO FIGLIO DI MONORCHIO, INDAGATO FIGLIO DI LUNARDI 

L’indagine della procura di Roma vede coinvolti anche nomi eccellenti: in carcere è finito Giandomenico Monorchio, imprenditore e figlio dell’ex ragioniere dello Stato, Andrea, mentre figura nell’elenco degli indagati a piede libero Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Pietro. Come ha sottolineato il gip Gaspare Sturzo riguardo a Giandomenico Monorchio, amministratore della Sintel, “sono continue le sue pressioni verso Ettore Pagani (direttore del General Contractor Consorzio Cociv, ndr) per cercare di ottenere liquidazioni di parti del corrispettivo nell’ambito del rapporto tra Cociv e la stessa Sintel, di cui al contratto milionario del primo aprile 2015 che invece alla luce dei fatti, ove fosse stato correttamente valutato dagli organismi di vigilanza delle aziende di cui al Cociv o Scilla Reggio Calabria scpa, avrebbero comportato certamente l’immeditata risoluzione dello stesso, come del resto riscontrabile dalla lettura degli inadempimenti gravi e del codice etico”.

Per la Procura di Roma, Monorchio, d’accordo con Giampiero De Michelis (direttore dei lavori per la realizzazione della tratta dell”Alta Velocità Milano-Genova, Terzo valico Ferroviario dei Giovi), avrebbe ricevuto indebitamente da Pagani “promesse di utilità consistite in forniture di servizi nel settore delle prove sui materiali da costruzione in favore della società consortile Kronotech, partecipata dalla Crono srl, riconducibile a Monorchio, quale prezzo per l’esercizio della funzione e per la violazione dei doveri di imparzialità e terzietà del pubblico ufficiale”. Ma anche dai vertici della società Ceprini Costruzioni spa e da quelli della Berti Sisto e Costruzioni Stradali, Monorchio avrebbe ricevuto “utilità consistite in un contratto per la fornitura del “servizio di gestione qualità, ambientale e sicurezza”, e per prestazioni legate “al prelievo e alle prove su campioni dei materiali” sempre a beneficio della Crono.

Il figlio dell’ex ministro Lunardi, invece, anche lui indagato per corruzione, nella veste di consigliere e proprietario in quota della Rocksoil spa e amministratore della Tre Esse Engineering srl, avrebbe promesso nel 2015, assieme a Giovanna Cassani, direttore tecnico della stessa Rocksoil spa e amministratrice di fatto dell’altra società, a Giampiero De Michelis, “utilità consistite in commesse in favore di società riconducibili allo stesso De Michelis e da Domenico Gallo per la fornitura di servizi”. I pm ritengono che De Michelis e Gallo siano “i promotori e gli organizzatori dell’associazione per delinquere, di cui stabiliscono le modalità operative, curando la costituzione delle società destinatarie delle commesse e individuando le ditte con le quali stipulare gli accordi corruttivi”. (AGI)

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