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Grasso: "intercettazioni irrinunciabili, non vanno limitate"

(AGI) – Roma, 28 lug. – Il dibattito e’ alla Camera, ma interviene il Presidene del Senato. L’ex magistrato antimafia Pietro Grasso riceve i giornalisti della Associazione Stampa Parlamentare e prununcia un lungo ed articolato discorso, in cui fa il punto sulla situazione, come anche su altri temi caldi come le riforme. L’argomento che lo appassiona di piu’, si caopisce subito, e’ la questione della possibilita’ di pubblicazione per alcuni tipi di intercettazione, che dovrebbe essere regolamentata all’interno del provvedimento in discussione da ieri in Aula a Montecitorio. “Le intercettazioni, lo dico da sempre, sono un mezzo di indagine irrinunciabile e indispensabile che non va in alcun modo limitato”, scandisce Grasso, “Quanto alla pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, occorre conciliare diversi principi democratici: la segretezza delle indagini, la riservatezza della vita privata, il diritto all’informazione”. E’ questo il punto. O meglio il nocciolo della questione: “In questa materia esistono gia’ diverse norme, evidentemente non sempre rispettate, quindi si potrebbe regolare meglio la gestione delle intercettazioni, ad esempio attraverso un’udienza filtro che mantenga solo quelle utili al processo”. Insomma, pare che la questione non sussista, o quasi, dal momento che la norma che regolamenta la materia gia’ esiste, e non c’e’ bisogno di affiancarle una seconda, magari gemella. Del resto “In proposito autorevoli esperti hanno ricordato che le condotte previste dall’emendamento sono gia’ punite da reati previsti dal codice penale; che la registrazione di conversazioni da parte di uno dei presenti e’ da sempre ritenuta legittima dalla Corte di Cassazione; e che si tratta di strumenti di grande utilita’ per le indagini su reati molto gravi, come le estorsioni, la corruzione, lo stalking”. E poi “credo che su questo tema sia determinante la deontologia degli operatori professionali che vengono a conoscenza del contenuto delle intercettazioni: magistrati, personale amministrativo, polizia giudiziaria, avvocati, giornalisti”. Senza considerare un’altro aspetto della faccenda, e cioe’ che “in molti casi la diffusione illecita del contenuto di intercettazioni e’ dovuta alla slealta’ di pubblici ufficiali, che devono essere perseguiti con la massima determinazione per rivelazione di segreto d’ufficio”. Come dire: se si deve colpire, lo si facci altrove.(AGI)

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