TwitterFacebookGoogle+

“Greci, votate per salvare la democrazia”

Articolo di  LUCA STEINMANN (Esoresso 30.6.15) .”Greci, votate per salvare la democrazia
I grandi economisti sostengono Alexis Tsipras “. “Greci, votate per salvare la democrazia I grandi economisti sostengono Alexis Tsipras. Piketty, Stiglitz e Krugman concordano sul fatto che dalla crisi greca vi sia solo una via d’uscita: quella di opporsi ai disegni della troika. Che sta portando l’Europa alla fame e lontana dai popoli

“”L’esito del referendum che si terrà in Grecia è ancora incerto, ma i greci stanno ricevendo pressioni e consigli da tutto il mondo su come decidere. Se naturalmente dall’Europa arrivano inviti a votare a favore del saldo dei debiti, non sono dello stesso parere i maggiori economisti internazionali, che ritengono che con l’austerità sia in pericolo non solo l’economia, ma anche la libertà democratica.

A sostenere Tsipras a spada tratta è l’economista francese Thomas Piketty. Da molti considerato come un’economista di sinistra, Piketty rifiuta questa etichetta, preferendo essere considerato come colui che “tenta di smontare le ipocrisie delle cancellerie europee”. Dal suo punto di vista “Syriza è l’ultima spiaggia dell’Europa, dove la tensione è talmente alta che sta per scoppiare”. Sostenere il governo greco vuole dire promuovere un’auspicabile “revisione totale dell’attuale politica basata sull’austerity che sta uccidendo il Sud dell’eurozona”.

Sul banco degli imputati per questa situazione porta Jean-Claude Juncker – “un ipocrita che per vent’anni ha condotto il Lussemburgo a una sistematica depredazione dei profitti industriali del resto d’Europa” – e soprattutto la Germania. Definendo l’odierna situazione greca come post-bellica, ricorda ai tedeschi dei maxi-condoni sui propri debiti di cui usufruirono nei due dopoguerra, che permise loro di finanziare la ricostruzione e la prepotente crescita degli anni successivi” alla quale si deve l’odierna forza economica e politica di Berlino. L’unico modo possibile per salvare la Grecia e l’Europa, dunque, è di non costringere la prima a pagare i debiti fino all’ultimo euro. Votando per il no i greci contribuirebbero dunque a fare ripartire non soltanto il proprio paese ma tutto lo sviluppo europeo.

“La Grecia deve votare no e il governo deve essere pronto a uscire dall’euro”, Non usa mezzi termini neanche l’economista americano Paul Krugman. Professore di Economia e di Relazioni Internazionali all’Università di Princeton, nel 2008 ha vinto il Premio Nobel per l’economia grazie ai suoi studi riguardanti la teoria del commercio, nelle quali presenta i vantaggi che le economie dei paesi potrebbero derivare dall’imposizione di barriere protezionistiche.

Affidando il suo pensiero al New York Times, Krugman scrive che “la Grecia rende ovvio che la creazione dell’euro è stato un errore terribile che ha portato a un punto di non ritorno”. Le responsabilità sarebbero da attribuire alle politiche di austerità e alla moneta unica. “Il collasso dell’economia greca non è imputabile solo agli errori che il suo governo ha fatto fino al 2008, ma soprattutto alle misure di austerità e all’euro”. Le prime avrebbero potuto essere di successo se avessero reso competitive le esportazioni. Essendo questo impossibile senza avere una propria moneta, l’uscita dall’euro può essere l’unica soluzione per bilanciare l’altissima disoccupazione e il taglio delle pensioni che sono le conseguenze principali delle imposizioni della troika.

Krugman non nega che la Grexit possa portare gravi problemi quali il rischio di un caos finanziario, il blocco di alcuni business, la crisi del sistema bancario e incertezze legali sullo stato del debito. Tutti fatti che hanno spinto i governi greci, anche Syriza, ad accettare l’austerity, sperando che la troika un giorno sarebbe venuta loro incontro. Cosa che non si è verificata e che, a quanto pare, continuerà a non avvenire. Ciò che i creditori hanno offerto a Tsipras è stato infatti un “prendere o lasciare” che se accettato avrebbe tolto al premier la legittimità conferitagli dal voto popolare che gli chiedeva di opporsi alle misure dei creditori.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.