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Grecia: a Bruxelles si teme Grexit come Grande Guerra

(AGI) – Bruxelles, 8 lug. – Sono anni che lo spettro dell’uscita della Grecia dall’Euro, la “Grexit” per usare la sintesi anglofona piu’ diffusa, viene agitato da tutti i dirigenti europei come una catastrofe da evitare, per convincere le rispettive controparti ad accettare posizioni diverse. Ma sono anni che, con le proprie azioni, gli stessi dirigenti che l’hanno sempre rifuggito a parole stanno percorrendo la strada che porta proprio a quell’evento “catastrofico”. Ecco perche’ il libro dello storico Christopher Clark, sulle origini della Grande Guerra, I Sonnambuli (edito in Italia da Laterza) e’ sempre piu’ citato a Bruxelles. La prima a farlo, nel dicembre 2013, e’ stata la cancelliera tedesca Angela Merkel, che aveva sintetizzato cosi’ le 600 pagine di Clark: “hanno fallito tutti e questo ha portato alla prima Guerra mondiale”. Era il momento in cui Merkel chiedeva gli “accordi contrattuali” per rendere obbligatorie le riforme e rafforzare la moneta unica e durante il vertice dei capi di Stato e di governo secondo quanto la stampa era venuta a sapere, aveva parlato dell’ipotesi dell’uscita della Grecia dall’Euro come qualcosa che avrebbe inevitabilmente portato alla fine dell’Euro. Ora, dopo poco piu’ di un anno e mezzo, la Commissione ha riconosciuto che lo scenario e’ pronto “nei dettagli” anche se continua a ritenerlo non auspicabile. Nel libro di Clark si legge che “nessuno auspicava che succedesse, ma a parte questo interesse comune, ognuno difendeva interessi personali e contraddittori”: ora si potrebbe dire “nazionali e contraddittori”. Oggi, fissata la scadenza di domenica prossima, il testo dello storico inglese appare sempre piu’ di attualita’. In fondo, “lo scenario peggiore” come lo continuano a definire tutti gli attori, “dove tutti abbiamo solo da perdere”, come ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e’ legato a un’ultima tranche da 7,2 miliardi del secondo piano di aiuti che Ue, Bce e Fmi non riescono a trovare il modo di erogare perche’ mancano le condizioni da parte della Grecia. In tutto, i due programmi di assistenza ammontano a 240 miliardi: l’ultima tranche ne rappresenta il 3% appena. Il mancato versamento della tranche entro l’iniziale scadenza di fine 2014 ha provocato una serie di conseguenze fra cui la caduta del governo conservatore di Samaras e la vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni di fine gennaio. Ora che anche l’ultima scadenza per il completamento di quel programma e’ passata, senza che le istituzioni riuscissero a trovare una contropartita adeguata per il versamento di quella tranche, e dopo che i cittadini si sono nuovamente espressi a favore di Tsipras, la data limite per sancire la “catastrofe” Grexit in mancanza di accordo e’ stata fissata per domenica prossima. Nelle settimane del 1914 che hanno preceduto lo scoppio della guerra, scrive Clark nel suo libro. “gli uomini politici europei continuavano ad agitare lo spettro di una catastrofe generale per mantenere la pressione e proteggere i propri interessi”. (AGI)
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