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Grecia: Atene offre concessioni in trattativa con creditori

(AGI) – Riga, 24 apr. – La Grecia ha offerto delle concessioni su alcune riforme nella trattativa coi suoi creditori. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, in un blog pubblicato a ridosso dell’Eurogruppo di Riga. “L’attuale disaccordo – scrive Varoufakis – con i nostri partner non e’ incolmabile”. “Il nostro governo – aggiunge – e’ desideroso di razionalizzare il sistema previdenziale, per esempio limitando l’eta’ pensionabile, inoltre vuole procedere con una parziale privatizzazione degli asset pubblici e intende creare una commissione fiscale completamente indipendente”. Si tratta di concessioni che vengono incontro alle richieste dei creditori della Grecia. “Il sistema fiscale greco – prosegue Varoufakis sul suo blog – deve essere rimordernato e sulle tasse le autorita’ devono liberarsi dalle influenze politiche e corporative”. “Il sistema fiscale – scrive ancora il ministro – e’ sofferente. Il circuito creditizio dell’economia e’ rotto. Il mercato del lavoro e’ stato devastato dalla crisi ed e’ profondamente frammentato, con una crescita della produttivita’ stagnante. La pubblica amminisitrazione va urgentemente rimodernizzazta e le risorse pubbliche vanno usa in modo piu’ efficiente”. “Ostacoli opprimenti – prosegue – bloccano la formazione di nuove aziende. La concorrenza sui prodotti ei’ troppo circoscritta. E l’ineguaglianza ha raggiunto livelli vergognosi, impedendo alla societa’ di procedere unita verso essenziali riforme”. Secondo Varoufakis ulteriori tagli delle pensioni sono impensabili e non e’ possibile, come vogliono i creditori, considerare prioritari i surplus di bilancio in vista dell’obiettivo di ridurre il debito al 120% del Pil nel 2020. “Il risultato di questo metodo – spiega il ministro – a nostro avviso e’ la l”austerity trap'”, la trappola dell’austerita’. “Invece – aggiunge – dovremmo stilare un piano che guardi al futuro, basato su assunti ragionevoli, riguardanti il surplus primario, collegati ai tassi di crescita dell’economia, agli investimenti netti e all’espansione dell’export”. “Se questo significa che il rapporto debito/Pil sara’ piu’ alto del 120% nel 2020 possiamo inventare modi eleganti per razionalizzare, riprofilare o ristrutturare il debito – tenendo a mente l’intento di di massimizzare l’attuale valore presente di ritorno ai creditori”. (AGI)
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