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Grecia: Grimaldi, armatori non sono una casta privilegiata

(AGI) – Napoli, 8 lug. – Chi indica gli armatori come una casta privilegiata in Grecia sbaglia bersaglio. Lo dice l’armatore Emanuele Grimaldi, presidente di Confitarma e della compagnia greca quotata ad Atene Minoan Lines, in un’intervista pubblicata da Secolo XIX e MediTelegraph. “Io faccio l’armatore e so quello che pago. In Grecia siamo soggetti alla tonnage tax (la tassa sul tonnellaggio della flotta) che e’ stata livellata sulla media Ue grazie alle linee guida sugli aiuti di Stato. Posso affermarlo senza timore di smentita in qualita’ di armatore finlandese, svedese, italiano, maltese e greco: queste sono le mie bandiere. Certo, esistono armatori greci che non risiedono e non hanno attivita’ basate in Grecia, e che magari usano bandiera delle Isole Marshall, di Singapore e Hong Kong. Ma quelli le tasse nel Paese d’origine non le pagherebbero comunque. Oggi il solo fatto di essere residente obbliga al pagamento di una parte della tasse in Grecia, anche se si batte bandiera non comunitaria. Si puo’ dire cio’ che si vuole, ma una cosa e’ certa: gli armatori lasciano ogni anno centinaia di milioni di euro nelle casse di Atene. Vogliono aumentare la tonnage tax? Facciano pure. Ma quanti armatori a quel punto resteranno in Grecia?”. (AGI)
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