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Grecia, l'intesa spacca Syriza Riforme in 72 ore, aiuti di 86 mld

(AGI) – Roma, 13 lug. – Dopo una lunga maratona e 30 ore di negoziato, alla fine l’accordo e’ stato trovato e la Grecia resta nell’Euro potendo contare sul suo terzo piano di aiuti per uscire dalla crisi. L’annuncio e’ stato dato stamane dal premier belga uscendo dalla riunione ed e’ stato poi reso ufficiale dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, il quale ha sottolineato che all’Eurosummit l’intesa da 86 miliardi e’ stata raggiunta all’unanimita’.

I mercati, come prevedibile, hanno reagito bene e le borse europee hanno chiuso tutte con un segno positivo.

La parola ora spetta al Parlamento di Atene, che secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel deve approvare “tutte le condizioni” previste dall’accordo. La Merkel ha inoltre sottolineato che solo quando arrivera’ il via libera di Atene, il Bundestag si riunira’ per approvare il piano di aiuti e che comunque non chiedera’ al Parlamento un voto di fiducia sull’accordo sul debito della Grecia. “Non c’e’ bisogno di un piano B per la Grexit perche’ e’ stata trovata l’intesa sul piano A”, ha affermato.

Da parte sua, il premier greco Alexis Tsipras ha riferito: “Siamo riusciti a ristrutturare il debito”. “Siamo riusciti ad assicurare finanziamenti a medio termine”, ha aggiunto assicurando che “la Grecia continuera’ a lottare per essere in grado di tornare a crescere”.

Tuttavia la decisione non e’ stata indolore: l’ala sinistra dei deputati di Syriza sta valutando l’ipotesi di votare contro il piano di aiuti.

Nel dettaglio, l’accordo prevede che entro il 15 luglio venga approvata la riforma dell’Iva e delle pensioni, oltre all’indipendenza dell’istituto di statistica Elstat, prevede inoltre un fondo di garanzia da 50 miliardi e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale a partire dal marzo 2016.

La Grecia potra’ contare su un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro meta’ agosto ma dovranno essere trasferiti asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzera’ tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione sara’ una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell’Esm. Il fondo, come richiesto da Atene, sara’ basato in Grecia e gestito dalle autorita’ greche con la supervisione delle istituzioni.

La Grecia dovrebbe estendere il periodo di chiusura delle banche, scattato dal 29 giugno scorso, per altri due giorni. Il prestito ponte alla Grecia dovrebb’essere confezionato dall’Eurozona per mercoledi’ mattina, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il quale ha spiegato che il finanziamento transitorio e’ “molto complesso” da attuare e “non abbiamo ancora trovato la chiave”.

L’Eurogruppo ha deciso di istituire un gruppo di lavoro ad hoc che e’ gia’ all’opera, ha spiegato al termine dell’Eurogruppo di oggi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “La posizione italiana e’ che siano opzioni europee condivise da tutti i paesi, almeno da quelli dell’Eurozona”. In questo modo, Padoan ha escluso che ci possano essere prestiti bilaterali come ipotizzato la notte scorsa.

Il cosiddetto “prestito ponte”, chiamato cosi’ “in gergo, in slang” secondo Padoan, e’ necessario perche’ una volta che il programma di aiuti dell’Esm sara’ approvato al termine di un negoziato, “passera’ tempo prima dell’esborso. Nel frattempo – ha detto il ministro dell’Economia – la disponibilita’ dei mezzi di pagamento in Grecia e’ praticamente esaurita, salvo il mantenimento da parte della Bce dell’Ela”.

C’e’ “quindi un problema di risorse che ha a che fare con le scadenze” previste. Ecco perche’ “ci vuole un aggiustamento finanziario ponte che stabilisce un legame fra oggi e il giorno nel quale ci sara’ il primo esborso: ci sono pagamenti a cui far fronte, e’ un fatto meccanico”.

A livello tecnico, ha concluso, “ci sono varie opzioni che in questo momento sono esaminate”. (AGI)

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