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Greg e Paloma portavoce del Papa, gratitudine a Lombardi

CdV – “La Chiesa non è una parte che sceglie una posizione, piuttosto che un’altra, dunque “non c’è spazio per gli antagonismi nella comunicazione vaticana”. Il prefetto della Segreteria per la comunicazione, monsignor Dario Viganò, ha spiegato così i criteri che hanno portato alla nomina dei due nuovi portavoce di Papa Francesco, che portano nel loro bagaglio esperienze ecclesiali e professionali diverse: membro dell’Opus Dei (come l’indimenticato portavoce di Papa Wojtyla, Joaquin Navarro Valls) e giornalista di testate prestigiose come Time e Fox News, il neo direttore, Greg Burke, statunitense di 56 anni; corrispondente della Radio Cope che è espressione dell’Episcopato spagnolo e cioè di una chiesa nazionale, la neo vicedirettrice Garcia Ovejero, madrilena di 41 anni, che parla anche il cinese.

“Concretamente – ha aggiunto il prelato italo brasiliano – padre Federico, che proprio oggi compie 10 anni nella Sala Stampa, completerà il suo servizio quando saremo di ritorno dalla Polonia dopo l’ultima conferenza stampa in aereo, il 31 luglio. Greg, che già conosce questo ambiente dove ha già iniziato da qualche mese il suo servizio come vicedirettore, e Paloma, esperta e competente giornalista che viene da un’esperienza importante come quella di Cope, inizieranno dal primo agosto e ovviamente non potranno andare in vacanza. I loro curriculum sono di altissimo profilo e tutti insieme siamo chiamati a lavorare per proseguire il lavoro che per 10 anni ha portato avanti padre Federico che ringrazio di cuore perché ha sempre proposto la visione ecclesiale delle vicende: uno sguardo cioè che ha sempre tenuto insieme le differenti sensibilità, le differenti prospettive, segnate anche dalle differenti provenienze della cultura nella Chiesa. Per cui la Chiesa non è una esperienza monolitica, è una esperienza molto multiforme e quindi padre Federico ha sempre cercato di fare questo lavoro mettendo insieme una visione di Chiesa, che sia una visione ampia, una visione capace di tenere insieme – appunto – delle differenze, perché le differenze non sono luoghi dell’inimicizia, ma semplicemente l’arricchimento di una Chiesa, che proprio perché è Chiesa è così”.

“Sono molto entusiasta, direi ‘excited’ in inglese. Allo stesso tempo, però, devo dire che non nascondo anche un po’ di paura. Mi rendo conto che la Sala Stampa non sia un lavoro facile. Una cosa è fare il giornalista, e questo mi è piaciuto molto in questi anni, ma questo lavoro qui mi sembra una cosa ben più complicata!”, ha confidato ai microfoni della Radio Vaticana Greg Burke, “In questi anni – ha aggiunop – ho visto in padre Lombardi una pazienza sconfinata: proprio così? Ma non solo questo: io ho usato la parola inglese ‘gracious’, perché è un po’ gentilezza, ma anche cortesia. Lui sempre riesce a essere molto gentile con le persone, molto disponibile; una dedizione totale al Santo Padre, al lavoro. Io spero almeno in parte di avere queste virtù!”. Quanto alla scelta di un americano e di una spagnola, Greg osserva: “credo che la parola di oggi sia ‘international’, internazionale. La Chiesa cattolica, per sua natura, è universale. In questo universo oggi chiaramente lo spagnolo è molto importante per il mondo cattolico. Ma se vuoi parlare con tutto il mondo, bisogna anche parlare inglese, non c’è dubbio!”.

Nato 57 anni a Saint Louis negli Stati Uniti da una famiglia di origine irlandese, cattolica praticante, Greg Burke dopo aver frequentato uno dei licei dei gesuiti della città, si è laureato nel 1983 in Letterature Comparate presso la Columbia University di New York, specializzandosi poi in giornalismo. In quegli anni divenne membro numerario nell’Opus Dei. Ha lavorato alla “United Press International” di Chicago, per la “Reuters” e per il settimanale “Metropolitan”, finché è stato inviato a Roma come corrispondente del settimanale “National Catholic Register”. Nel 1990 inizia a collaborare col settimanale Time ed era corrispondente fisso della rivista quando, nel 1994, proclamò San Giovanni Paolo II uomo dell’anno.

Prima di sette fratelli, Paloma Garcia Ovejero è nata a Madrid 41 anni fa, dopo essersi laureata in giornalismo nel 1998 presso l’Università Complutense di Madrid, si è specializzata in gestione delle strategie della comunicazione alla New York University, dove ha iniziato a studiare il cinese. Dal 1998 è redattrice e conduttrice della “Cadena Cope, Radio Espanola”, con la qualifica di capo Redattore. Dal settembre 2012 è corrispondente per l’Italia e per la Città del Vaticano, collaborando, oltre che per la “Cadena Cope, Radio Espanola”, anche con altre emittenti televisive e diverse testate giornalistiche. Padre Lombardi, piemontese di Saluzzo, ha 74 anni e torna a tempo pieno nella Compagnia di Gesù, del cui governo centrale è membro. Da direttore della Sala Stampa, padre Lombardi ha dovuto affrontare la crisi seguita alla revoca della scomunica dei vescovi lefebvriani e quella dello scandalo della pedofilia, nel 2010, con attacchi molto duri e richieste giudiziarie che lambivano la stessa figura del Pontefice, considerato alla stregua di un manager di una multinazionale e pertanto in qualche modo responsabile dell’azione dei preti nel mondo. E si è trasformato in puntuale cronista di giudiziaria in occasione dei due processi Vatileaks, la cui comunicazione non era facile da gestire. (AGI) 

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