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Greta e Vanessa, “le str..tte di Aleppo”. Il fango continua: “Le bambine giochino con le barbie”

Greta e Vanessa, “le str..tte di Aleppo”. Il fango continua: “Le bambine giochino con le barbie”Redazione– Dopo il Giornale, tocca ad altri attaccare Greta e Vanessa, le due ventenni che hanno deciso di partire per la Siria per aiutare i cittadini del paese, ormai vessati da anni di guerra.

In primis, vi è l’assessore alla tutela ambientale del Comune di Varese, Stefano Clerici, che solleva la polemica riguardante un eventuale riscatto ai danni dei contribuenti. Soldi che, da parte sua, non vorrebbe spendere per salvare le due “bambine sprovvedute”.

“Ora mi chiedo, per le due sprovvedute (sarò diplomatico) partite per farsi i selfie tra i ribelli siriani è giusto che si mobiliti la diplomazia internazionale?”, scrive l’uomo sul proprio profilo Facebook. “Si, per carità. Ma che addirittura si ipotizzi il pagamento di un riscatto a spese nostre? Io lo farei eventualmente pagare ai loro ancor più sprovveduti genitori”.

“Umanamente mi dispiace, per carità, ma con la guerra non si scherza e da bambine è bene che non si giochi alle ‘piccole umanitarie’, ma con le barbie”, aggiunge ancora. “Perché se parti con l’incosciente presunzione di risolvere un problema e poi, paradossalmente, il problema diventi tu, non può essere la collettività a pagarne il prezzo”. “Ora”, conclude, “speriamo solo che tornino sane e salve a casa, che imparino la lezione e che tacciano, perché l’idea che due ragazzine siano in mano a dei terroristi islamici senza alcuno scrupolo mi fa gelare il sangue nelle vene”.

Ad accompagnare il testo, un link ad un articolo dal titolo “Le stronzette di Aleppo”, della rivista Effedieffe, scritto da Maurizio Blondet. Il quale descrive le due ragazze “sempre teneramente abbracciate (inseparabili, lacrimano i giornali), forse per fare intendere di essere un po’ lesbiche (è di moda)”. “Nella loro ultima telefonata chiedevano altri fondi”, prosegue il pezzo. “Pericolo per le loro faccine angeliche, o le loro tenerissime vagine? No, erano sicure: avevano capito una volta per tutte che i cattivi erano quelli di Assad, e loro stavano coi buoni, i ribelli. E i buoni garantivano per loro. Si sentivano protette. Nell’ultima telefonata hanno detto che avevano l’intenzione di restare lì”.

“Un Paese serio le abbandonerebbe ai buoni, visto che l’hanno voluto impicciandosi di una guerra non loro di cui non capiscono niente”, continua ancora Blondet. “Tutt’al più candidarle al premio Darwin (per inadatte alla lotta per vita) o eventualmente alla memoria…Invece la Farnesina s’è subito attivata, il che significa una cosa: a noi contribuenti toccherà pagare il riscatto che i loro amici, tagliagole e criminali, ossia buoni, chiederanno. E siccome le sciagure non vengono mai sole, queste due torneranno vegete, saranno ricevute al Quirinale, i media verseranno fiumi di tenerezza, e pontificheranno da ogni video su interventi umanitari, politiche di assistenza, Siria e buoni e cattivi di cui hanno capito tutto una volta per tutte. Insomma, avremmo due altre Boldrini“.
 

-9 agosto 2014-

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