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Guerrina, la Procura è a un bivio: padre Faustino in Congo (ma il capitolo è finito), contromossa dei Pm

CatturaLa figura chiave di Zio Francesco tra le parole del religioso attesissimo. Giostra, L’atmosfera.

Arezzo, 27 gennaio 2015 – Arezzo chiama, Kinshasa risponde. Di là, in Congo, c’è il convento dei premostratensi dove è padre Faustino, il parroco atteso al ritorno dopo il capitolo dell’ordine: atteso dalla chiesa locale, alla quale ha promesso di rientrare, e atteso dai Pm per un incidente probatorio già fissato per il 23 febbraio.

«Padre Faustino? Sì, è qui: ma ora non c’è». Il capitolo? «E’ appena finito». Impossibile per ora avere la conferma della mail scritta al programma tv Quarto Grado, nella quale Don Faustin preannuncia l’intenzione di non tornare ad Arezzo. Dalla Curia Vescovile, intanto, fanno sapere di essere fiduciosi nel ritorno del parroco che con la diocesi aveva preso un impegno ben preciso prima di partire: rientrare e riprendere il suo incarico, per il quale è stato nominato un sostituto solo provvisorio.

E se invece non si presentasse all’appuntamento col giudice? Nessuno è stato così preciso nel raccontare la storia dello «zio Francesco» confidatagli da Padre Graziano: cioè il fantomatico personaggio che per due volte, il primo maggio e qualche giorno dopo, si sarebbe presentato a nome di Guerrina.  Per la Procura è la prova più evidente del depistaggio di Graziano, che gli è costato l’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio o sequestro di persona e poi il divieto di espatrio per favoreggiamento.

Ecco perchè la testimonianza del parroco è preziosa: nessuno come lui ha dato tanti dettagli su «zio Francesco». In realtà, i Pm qualche conferma sul fatto che il frate parlasse della misteriosa figura l’hanno già: dal Vescovo Riccardo Fontana, sentito venerdì scorso, e dal suo vicario Don Gioacchino Dallara. E lo stesso Graziano qualche particolare in tv se lo è fatto sfuggire.

E se don Faustino non dovesse tornare, le sue dichiarazioni non sarebbero del tutto perdute: il Pm potrebbe chiedere l’acquisizione dei verbali da lui resi a settembre, come prevede il codice di procedura per i testimoni la cui irreperibilità non fosse prevedibile. Lì, nel racconto del parroco, c’è anche la storia che secondo Padre Graziano giustifica il sms che dal telefono di Guerrina partì verso un prete nigeriano di Roma a lei sconosciuto.

In quest’ultimo scenario, c’è probabilmente il grave indizio che Padre Graziano fosse entrato in possesso del telefono della scomparsa. Ma basta a sostenere un’accusa di omicidio? Ci sono gli elementi per un processo o è troppo presto?

http://www.lanazione.it/arezzo/guerrina-la-procura-%C3%A8-a-un-bivio-padre-faustino-in-congo-ma-il-capitolo-%C3%A8-finito-contromossa-dei-pm-1.611116

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