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Hillary accetta nomination, "saremo più forti se uniti"

Filadelfia – “Abbiamo raggiunto una pietra miliare”. Cosi’ Hillary Clinton accettando la nomination democratica per la presidenza come prima donna della storia degli Stati Uniti. Sono 52 i Paesi del mondo che hanno avuto un capo di stato o di governo donna. Gli Usa potrebbero decidere di unirsi al club il prossimo novembre mandando Hillary alla Casa Bianca. Siederebbe cosi’ al tavalo dei potenti del mondo insieme alla britannica Theresa May e alla cancelliera Angela Merkel. “L’America e’ in un momento di resa dei conti” e “siamo più forti se uniti”. Cosi’ Hillary Clinton accettando formalmente la nomination democratica per la corsa alla Casa Bianca, prima donna della storia Usa.

“Potenti forze rischiano di dividerci. Legami di fiducia e rispetto si stanno logorando. Cosi’ come per i nostri fondatori, non ci sono garanzie: dipende da noi. Dobbiamo decidere se lavorare insieme per risorgere insieme”, ha avvertito sul palco della Convention di Filadelfia, introdotta dalla figlia Chelsea, dopo le performance di Katy Perry, e con gli occhi del mondo puntati addosso. “Daro’ la possibilita’ a tutti gli americani di vivere vite migliori – ha assicurato – la mia principale missione come presidente sara’ quella di creare piu’ opportunita’ e buoni posti di lavoro, con retribuzioni in crescita proprio qui negli Stati Uniti. Dal primo all’ultimo giorno della mia carica. Soprattutto in luoghi che per troppo tempo sono stati lasciati fuori ed indietro. Dalle citta’ piu’ interne alle piu’ piccole…dall’industriale Midwest fino al Delta del Mississippi e al Rio Grande”.

Rilanciando poi il suo appello all’unita’, leitmotiv della Convention, Hillary ha osservato come “tutte le generazioni di Americani si sono unite per rendere il nostro Paese piu’ libero, piu’ giusto e piu’ forte – ha detto – nessuno puo’ riuscirci da solo. Ecco perche’ siamo piu’ forti insieme”. Solo con unita’ “possiamo trasformare i nostri piani progressisti in realta’”, ha proseguito riferendosi alla piattaforma del partito democratico sottoscritta anche dall’ex rivale, Bernie Sanders. “Questa notte inizieremo un nuovo capitolo. Il mondo guarda quello che facciamo e saremo noi a decidere il destino dell’America. Cerchiamo di essere forti insieme, guardando al futuro con coraggio e fiducia – ha concluso – costruendo un futuro migliore per i nostri figli e per il nostro amato Paese. Grazie e Dio benedica gli Stati Uniti d’America”. Una cascata di fuochi d’artificio si e’ riversata sul palco mentre palloncini e cartoncini bianchi, rossi e blu inondavano il Wells Fargo Center.

“Saro’ il presidente di tutti, di chi mi avra’ votato e di chi non mi avra’ votato, democratici, indipendenti e repubblicani” Cosi’ Hillary Clinton sul palco della Convention di Filadelfia, attaccando Donald Trump perche’ punta a dividere il Paese pensando di poter fare “tutto da solo”. “Pluribus unum, ‘da molti, uno soltanto’ e’ il motto del nostro Paese – ha osservato Hillary – Saremo fedeli a questo motto? Abbiamo sentito la risposta di Donald Trump la scorsa settimana alla sua Convention. Lui vuole dividerci, tra di noi e dal resto del mondo. Lui vuole che abbiamo paura del futuro e gli uni degli altri”.

Hillary Clinton ha voluto pubblicamente rendere omaggio all’ex rivale per la nomination, Bernie Sanders, sul palco della Convention di Filadelfia che ha fatto storia incoronando la prima donna per la presidenza. “Voglio ringraziare Bernie Sanders – ha detto Hillary – ha ispirato migliaia di americani, soprattutto giovani. Ha messo le questioni della giustia economica e sociale al primo posto, quello centrale, dove devono stare. Ti ho ascoltato e la tua causa e’ la nostra causa”.

Terrorismo – “Per la nostra sicurezza nazionale la scelta che dobbiamo fare e’ estrema”. E’ il monito di Hillary Clinton, sul palco della Convention di Filadelfia dove ha formalmente accettato la nomination del partito per la presidenza. “Tutti coloro che leggono le notizie sono consapevoli delle minacce e delle turbolenze che ci troviamo a fronteggiare. Da Baghdad a Kabul, da Nizza a Parigi, a Bruxelles, a San Bernardino, ad Orlando. Abbiamo a che fare con nemici determinati che devono essere sconfitti. Per questo non stupisce che la gente cerca ansiosamente rassicurazioni e una leadership stabile. Vogliono un leader che capisce che si e’ piu’ forti lavorando insieme ai nostri alleati”, ha affermato Hillary attaccando il repubblicano Donald Trump. “Immaginatelo nello Studio Ovale in un momento di crisi: un uomo che perde le staffe per un tweet non puo’ avere la responsabilita’ delle armi nucleari. Forza significa intelligenza. Giudizio, freddezza, utilizzo strategico e preciso del potere. Questo e’ il tipo di comandante in capo che mi impegno ad essere”, ha rimarcato. “E sono orgogliosa di essere al fianco dei nostri alleati contro chi li minaccia, compresa la Russia”. E per tenere al sicuro il Paese, ha avvertito , “non possiamo permetterci un presidente che le lobby delle armi tengono in tasca. Io non voglio cancellare il secondo emendamento. Non sono qui per togliervi le armi. Non voglio che veniate colpiti da qualcuno che non avrebbe dovuto possedere armi. Mi rifiuto di pesare che non possiamo trovare un compromesso. Dobbiamo superare le differenze e non solo sulle armi, ma sulle razze, l’immigrazione e molto altro.

Hillary Clinton cita il presidente Franklin Delano Roosevelt per attaccare Donald Trump sul palco di Filadelfia, durante il discorso con il quale ha formalmente accettato la nomination democratica per la presidenza. “Un grande presidente democratico, Franklin Delano Roosevelt, ha tirato fuori la perfetta strigliata per Trump oltre 80 anni fa, durante un periodo molto piu’ difficoltoso dicendo che l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura e’ la paura stessa”, ha affermato Hillary contestando le posizioni del rivale repubblicano che vuole dividere insinuando insicurezze “Non metteremo al bando una religione – ha assicurato la Clinton – lavoreremo con tutti gli alleati per sconfiggere terrorismo”. (AGI)

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