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Hillary Clinton, con la Cina 21 anni in agrodolce

Roma – E’ di 21 anni fa l’inizio dei rapporti pubblici fra la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, e la Repubblica Popolare Cinese. Prima come first lady poi come segretario di Stato. Un lungo periodo, in cui si sono alternati momenti di asprezza e momenti di distensione. Ecco le date salienti della cronologia.

– 1995, settembre: Hillary Clinton, first lady americana, agita le acque diplomatiche con la Cina per un discorso di 21 minuti tenuto a Pechino alla Quarta World Conference delle Donne, in cui solleva la questione dei diritti umani: “I diritti umani – dice – sono i diritti delle donne, e i diritti delle donne sono i diritti umani”.

1998, giugno: accompagna il marito Bill, allora presidente degli Stati Uniti, in una visita di nove giorni in Cina, la prima di un presidente americano dopo il massacro di Piazza Tiananmen del giugno 1989.

2009, luglio: si svolge a Washington il primo dialogo strategico economico sino-americano. Hillary, segretario di Stato, e’ accreditata come colei che ha spinto per promuovere quest’appuntamento a una scadenza annuale di alto livello.

2010, luglio: parlando all’Asian regional security meeting, in Vietnam, la Clinton dichiara per la prima volta che gli Usa hanno “un interesse nazionale” riguardo alla liberta’ di navigazione nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale, che sono prevalentemente reclamate dalla Cina.

2011, maggio: in un’intervista a The Atlantic, la Clinton bolla come “deplorevole” la situazione dei diritti umani in Cina e condanna la reazione di Pechino alle Primavere Arabe quale un tentativo di “fermare la storia”.

2012, febbraio: le relazioni sino-americane passano la prova del caso Wang Lijun, ex capo della polizia di Chongqing, che si vede respinta la richiesta d’asilo politico – la Clinton e’ segretario di Stato – rivolta al consolato Usa di Chengdu, nella provincia del Sichuan. La vicenda prelude alla caduta di Bo Xilai, fra gli esponenti di maggiore spicco del regime.

2012, aprile: l’avvocato cieco Chen Guangcheng, dissidente, scappa dagli arresti domiciliari e si rifugia nell’ambasciata Usa di Pechino proprio alla vigilia dell’arrivo della Clinton per l’annuale appuntamento di dialogo strategico economco. Nelle memorie pubblicate nel 2014, “Hard Choices”, la Clinton scrive che il dissidente meritava il sostegno e la protezione americana.

2015, settembre: in un tweet Hillary definisce “senza vergogna” il presidente cinese Xi Jinping, perche’ partecipa a un meeting Onu sui diritti delle donne a New York mentre il suo governo tiene in prigione cinque giovani femministe che avevano inscenato una performance artistica. (AGI) 

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