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“Hitler almeno i disabili li eliminava gratis” e le altre polemiche celebri di Adinolfi

E’ durato solo una manciata di minuti il post di Mario Adinolfi su Facebook e sono bastati per far infuriare il web. La frase “Hitler almeno i disabili li eliminava gratis”, al centro del suo commento sull’eutanasia dopo la morte di Dj Fabo non è di certo piaciuta ai socialnauti che hanno iniziato a ricoprire di insulti il profilo del giornalista. A quel punto Adinolfi si è affrettato a cancellare il post che ha però continuato a fare il giro del web sotto forma di screenshot.

Anche se il post sul profilo di Adinolfi non c’è più sono rimasti gli insulti di tutti coloro che hanno poco gradito l’intervento del leader del Popolo della Famiglia. Tra i vari commenti c’è chi scrive “Neanche i cannibali ti mangerebbero, per quanto ribrezzo fai” e poi “Saresti da prendere a schiaffoni in piazza anche se merda enorme quale sei schizzeresti addosso a tutti ignorante maledetto!!!”. Ma non è la prima volta che Adinolfi si ritrova nella tormenta degli insulti sul web.

“Avere una moglie per rimettermi in piedi”

Nel 2015 a scandalizzare gli internauti è stata la foto postata su Facebook della moglie che gli faceva un massaggio ai piedi, in molti hanno commentato l’immagine, giudicandolo sessista. 

“La donna deve essere sottomessa” ​

Poi è stata la volta delle dichiarazioni sulla donna a La Zanzara: “La condizione ideale è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita, io non lo posso dire ma invidio chi ha questa possibilità. La moglie sottomessa cristiana – spiega Adinolfi durante la trasmissione di Radio 24 – è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite. E sottomessa non significa che non c’è la parità, sono due cose diverse”.

Dopo queste frasi Adinolfi viene preso di mira sui social network, e anche su Libero da Filippo Facci che nel suo Appunto, scrive: “Nella cara e vecchia Europa l’aria che tira è anche questa: ma quale Islam, non abbiate timore, per tornare al Medioevo bastano certi cattolici”. Adinolfi prova quindi a spiegare le ragioni della sua frase, che non ritratta assolutamente: “Su questa cosa della moglie sottomessa (cioè messa come pietra fondante a sostegno dell’unità familiare, “messa sotto” in questo senso) durante la solita cagnara a La Zanzara anche David Parenzo (uno dei due conduttori insieme a Giuseppe Cruciani) si diceva d’accordo con me – scrive su Facebook – Nella tradizione biblica giudaico-cristiana la figura femminile ha questo ruolo decisivo, fondante appunto come la pietra su cui tutto poggia, notoriamente la donna è perno”. 

“Kung Fu Panda ha due papà”

All’occhio attento del web non è passato inosservato nemmeno il suo attacco al terzo episodio del cartone animato Kung Fu Panda. “Volete capire come si fa il lavaggio del cervello gender ai bambini? Ad esempio con il protagonista di Kung Fu Panda che ha due papà“. Secondo il giornalista dietro le vicende del panda Po (che si ritrova due padri, uno biologico e l’altro adottivo) si nasconderebbe un ‘pericoloso’ messaggio contro la famiglia ‘tradizionale’.

Il (finto) addio a Facebook “oscena porcilaia”

Poi a giugno 2016 per Mario Adinolfi sembra essere arrivato il momento di lasciare Facebook e lo fa con un lunghissimo post dove spiega le motivazioni:  “Su Facebook perdiamo una marea di tempo e questo luogo fa scattare narcisismi e istinti bellici che nella vita reale sono stoppati da condizioni oggettive oltre che da sacrosanti freni inibitori”, spiega Mario Adinolfi, che era stato preso di mira dai troll della seguitissima pagina ‘Welcome to Favelas‘: “Addio perché ieri due ragazzini imbecilli mi hanno di nascosto scattato foto con il cellulare mentre ero con Clara perché una pagina con 400mila followers, Welcome to Favelas, ha dato l’ordine di fotografarmi in ogni situazione io sia incontrato e l’idea che potessero rubare una immagine della mia piccola e metterla in quella oscena porcilaia mi ha fatto andare il sangue al cervello e spero che il Signore mi perdoni perché i due ragazzini hanno passato un brutto quarto d’ora”. Mario Adinolfi fa poi un appello alla magistratura: “La magistratura però su uno stalking di questa natura e di questa violenza (letteralmente non posso uscire di casa senza senza essere fotografato ovviamente cercando la posa più goffa possibile, a ogni ora del giorno e della notte) dovrebbe agire o almeno la polizia postale. Segnalata la situazione a Facebook ho ovviamente ottenuto la risposta che “la pagina rispetta gli standard della comunità”. Il simbolo del Popolo della Famiglia invece no e ha causato dieci giorni di ban. E allora, se i criteri sono questi, Facebook addio”.

“Sanremo? troppi gay”

Sempre alla Zanzara Mario Adinolfi commenta il festival di Sanremo 2017. “Non mi pare ci siano altri grandi nemici, sono io l’unico nemico del Festival. Ha ragione Dagospia quando scrive che per trovare un etero a Sanremo bisogna cercare in seconda fila Malgioglio. C’è uno squilibrio sul palco, troppi gay. Io me la prendo – continua Adinolfi – con i testimonial dell’utero in affitto, ogni anno è la stessa cosa. Ieri Nicole Kidman ed Elton John, oggi Tiziano Ferro, Ricky Martin, Carmen Consoli. Non è casuale. C’è una lobby Lgbt che riesce ad imporre certi ospiti, che vogliono imporre stili di vita pericolosi. Sono quelli che l’anno scorso hanno imposto il nastrino arcobaleno, quest’anno arriva Tiziano Ferro che quando cantava Tenco non sapeva manco cosa cantasse e Ricky Martin che cantava roba di 25 anni fa. Martin lo abbiamo pagato profumatamente pagato e mentre cantava sudava come un maiale. Lo abbiamo pagato coi soldi nostri per comprare un bambino, cosa che in Italia è un reato. La Rai istiga a commettere un reato, cioè l’utero in affitto. Ricky Martin vuole acquistare un altro paio di ragazzini coi soldi che abbiamo pagato noi”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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