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“I 3 milioni a Isiamed? Mi sembra una roba a dir poco stravagante”. Calenda risponde ad Agi 

“Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante, a dir poco”: lo scrive su Twitter il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda in risposta al direttore di Agi, Riccardo Luna, che ha chiesto chiarimenti in merito a un comma della manovra che prevede un contributo di 3 milioni di euro a favore di una società privata, Isiamed, chiamata a “promuovere il modello digitale italiano”.

Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante, a dir poco https://t.co/LJPqOsXh5I

— Carlo Calenda (@CarloCalenda) 22 dicembre 2017

La risposta del ministro Calenda arriva dopo che l’Agi giovedì 21 dicembre aveva segnalato che all’interno della legge di Bilancio era presente un finanziamento di tre milioni di euro in tre anni a favore della società Isiamed. Finanziamento contenuto in un emendamento presentato a Palazzo Madama dai senatori Pietro Langella e Antonio Milo di Allenza Liberalpopolare-Autonomie (Ala), e poi riformulato dai relatori Magda Zanoni del Partito democratico e Marcello Gualdani di Alternativa popolare.

“Al fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del Made in Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicità territoriale – si legge al comma 640 della legge di Bilancio – è assegnato un contributo pari a 1.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell’istituto IsiameD per la promozione di un modello digitale italiano ei settori del turimo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city”.

Isiamed è presieduta dall’ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, Gian Guido Folloni, 71 anni, ed è nata nel 1974 come “Istituto di relazioni internazionali sotto la vigilanza del Ministero Affari Esteri”.

La conversione al digitale della società muove i primi passi nel 2011, quando comincia una collaborazione con ‘Il Comunicatore Italiano’, un ‘think tank’ sulla reputazione online e l’economia digitale nato lo stesso anno. La collaborazione tra le due associazioni, fa sapere Isiamed ad Agi, era finalizzata allo studio dei “temi della nuova economia digitale”. Ma è solo nel 2016 che Isiamed decide di cominciare ad affrontare la missione dell’innovazione digitale progettando la prima management company italiana per l’innovazione digitale, per accelerare la creazione di un “modello digitale italiano”. 

Le caratteristiche di questo ‘modello digitale’ sono, spiega l’azienda, una sintesi di competitività richiesta dalla digital economy e “DNA della tipicità di ogni territorio”. 

 

In effetti non c’è la privacy policy sul sito e nemmeno la partita Iva, come dovrebbe avere (si presenta come “company”) quindi non si riesce a capire chi sono i soci..

— Stefano Quintarelli (@quinta) 22 dicembre 2017

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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