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I 4 pilastri Casa Italia, da mappatura a formazione

Roma – Casa Italia, il piano per la messa in sicurezza dle territorio nazionale, sara’ costruita su quattro pilastri. A renderlo noto e’ il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che oggi ha partecipato alla riunione con il governo, presente il presidente del consiglio Matteo Renzi, sul post terremoto e la realizzazione di Casa Italia. Riferisce Barbagallo: “Azzone”, rettore del Politecnico di Milano scelto per guidare Casa Italia, “ci ha detto che ci saranno quattro temi: la mappatura delle cose che abbiamo sul territorio, le linee guida sugli investimenti, i finanziamenti e le procedure e, infine, la formazione”. Una operazione che, per Barbagallo, va condotta di pari passo a una formazione tecnico professionale degli edili. Il sindacalista ne ha parlato al termine dell’incontro a palazzo Chigi con il presidente del consiglio, Matteo Renzi. “Non sappiamo se e’ concertazione, confronto o quant’altro, ma il metodo e’ quello giusto”, ha commentato.

Al termine del giro d’orizzonte con le parti sociali, il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, ha poi spiegato che “si e’ confermata una logica di organizzazione che vorremmo concentrata su quattro linee di intervento: messa a regime delle informazioni sul aese, oggi parziali e incomplete, vorremmo metterle a sistema e applicare i big data per la fruizione da parte delle istituzioni”. 

“La seconda linea d’azione – ha aggiunto – riguarda la qualita’ degli interventi a fine preventivo, con linee guida di intervento, con l’obiettivo che gli interventi consentano una forte vivibilita’ dei luoghi”. Si trattera’, dunque, di una serie di interventi ‘guida’ in cui si dimostrera’ che la messa in sicurezza e la costruzione di edifici e spazi pubblici, puo’ andare di pari passo con la bellezza e la vivibilita’ dei luoghi. 

“Il terzo intervento – ha continuato Azzone – riguardera’ i finanziamenti e le procedure. La quarta linea sara’ dedicata alla formazione. Una formazione che usi le possibilita’ offerte dalle nuove tecnologie. Dobbiamo formare tecnici e professionisti, amministratori pubblici che devono essere una committenza di qualita’, ma anche una coscienza e conoscenza nella popolazione”.  (AGI) 

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