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I compromessi indegni dei primi cristiani con l’impero: l’insabbiamento della data di nascita di Cristo

Non credo si tratti di una questione dirimente della bontà o meno del cristianesimo, ad ogni modo è giusto spenderci qualche parola affinchè si sappia come da una goccia può nascere un allagamento a macchia d’olio.

Il fatto è conosciuto da moltissimi studiosi: la data di nascita di Cristo non sarebbe quella del 25 Dicembre e il passo che spesso viene citato a sostegno di questa tesi è preso da un preciso riferimento presente in Lc 2, 8: “In quella stessa regione si trovavano dei pastori: vegliavano all’aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge”. Ergo l’inverno era lontano.

Si sa poi della commistione che sarebbe stata messa in opera tra festività pagane e cristiane e a tal proposito sembra che Costantino, convertitosi, abbia fatto di tutto per convincere le gerarchie cattoliche di quel tempo, ancora sotto la minaccia di persecuzioni varie, a far coincidere la data della nascita di Cristo con la solennità di una festività a cui teneva moltissimo, il culto del cosiddetto “Sol Invictus”.

Molti cristiani non si scandalizzano di questi compromessi, sia perché ritengono che obiettivamente non è facile individuare con precisione la vera data in oggetto e sia perché il Sole, equiparato allo splendore del messaggio di Gesù, tutto sommato poteva rappresentare simbolicamente la profondità del suo messaggio.

Fin qui tutto bene. Succede però che molti invece sostengono a spada tratta che a tal proposito deve essere fatta piena luce, perché, pur trattandosi di un dettaglio apparentemente di poco conto, in definitiva rappresenta la dimostrazione lampante di qualcosa di molto più serio e preoccupante: i compromessi indegni che sono stati fatti con i caporioni dell’Impero Romano che a quanto pare dettavano norme e regole che poi imponevano con tracotanza ai cristiani dei primi secoli.

Valga per tutti quello che avvenne al Concilio di Nicea del 325 nel quale, da quanto se ne sa, Costantino in persona si dice diresse il Sinodo quasi da Capo Supremo della Religione Cristiana, un fatto che mi ha sempre allarmato, se poi si aggiunga che altri studiosi propongono addirittura la tesi che persino il Credo sia stato un compromesso tra l’Imperatore testè citato e le gerarchie cristiane di quei tempi, la qual cosa, se fosse dimostrata come vera, aprirebbe discussioni oceaniche e inesauribili.

Dunque lasciamo stare il problema della nascita e cerchiamo di capire quali potrebbero essere state le conseguenze di questo ed altri compromessi; parlo ovviamente al condizionale a ragion veduta perché si tratta di riflessioni e di ipotesi che devono essere passate al vaglio dei lettori e della critica serrata degli studiosi:

distruzioni massicce di documenti storici, annacquamenti e oscuramenti del messaggio originale di Cristo, cambiamenti di date di festività religiose in modo da farle celebrare negli stessi giorni di quelle pagane, introiezione nella coscienza di quei cristiani dei simbolismi pagani, soppressione di uomini che pensavano che tali compromessi avrebbero portato alla fondazione di una religione che con Cristo non avrebbe più avuto nulla a che fare, invenzioni di sana pianta di dogmi totalmente indimostrabili e teologicamente e filosoficamente illogici e irrazionali, conservazione di tradizioni pagane quali processioni e simili……

Non mi pare si tratti di questioni su cui ridere o sorvolare, qui siamo di fronte al contrario ad un problema molto grave: qual’è il vero cristianesimo, quello che si professa da venti secoli o quello che non si è mai professato perché si sono distrutte tutte le prove di quanto disse e fece davvero il Cristo?

Un dubbio angosciante che solo gli storici, i filologi, i filosofi e i teologi potrebbero aiutarci a dirimere.

Riti e Rituali: Articoli di Vipom

http://www.freeforumzone.com/x/d/8176375/I-compromessi-indegni-dei-primi-cristiani-con-l-impero-/discussione.aspx

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