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I cristiani sono tutti contro la legge Cirinnà?

Massimo GandolfiniTra chiusure nette e prese di posizione coraggiose, sulle unioni civili il mondo delle Chiese cristiane si mostra diviso in modo trasversale.
Augusto Cavadi –
mercoledì 8 giugno 2016 –
Massimo Gandolfini (nella foto)

Sino a cinquant’anni fa, all’interno del cristianesimo, gli schieramenti erano chiari: cattolici da una parte, protestanti dall’altra. Oggi tutto è più confuso: da una parte i conservatori tradizionalisti (sia cattolici che protestanti),dall’altra gli innovatori progressisti (sia cattolici che protestanti). Una conferma l’abbiamo registrata a Palermo quando sono scesi in piazza ben novanta fra associazioni e movimenti per protestare contro l’approvazione in Parlamento della legge Cirinnà sul riconoscimento delle unioni civili: tra di esse formazioni cattoliche ultraortodosse (come la “Milizia dell’Immacolata”) e protestanti (come la Chiesa pentecostale “Parola della Grazia” del pastore Gioacchino Porrello). Nelle stesse ore fonti cattoliche e protestanti (fra loro del tutto indipendenti) pubblicavano pareri favorevoli a quanto avvenuto in Parlamento. Le chiese valdesi e metodiste riecheggiavano i comunicati dei rispettivi dirigenti nazionali, ma non mancavano prese di posizione assai coraggiose anche in campo cattolico.

Ad esempio Luciano Sesta, noto docente di filosofia impegnato attivamente nell’apostolato della cultura della diocesi, ha diffuso su internet una nota assai interessante: «Ieri sera ho ascoltato Massimo Gandolfini, il leader del Family Day, qui a Palermo. Rimango perplesso, come gli ho anche detto, sul suo modo di impostare la “difesa” della famiglia. A suo parere la legge sulle unioni civili è stata fatta da gente che non intende affatto tutelare i diritti delle persone omosessuali, ma da persone che “hanno a cuore la distruzione della famiglia” (testuali parole). Quando ci si esprime così, però, non si può pretendere che poi i sostenitori delle unioni civili non gli restituiscano l’accusa, facendogli notare che anche la sua battaglia è fatta non per tutelare la famiglia, ma per negare i diritti degli omosessuali. Il resto del discorso è stato tutto un confuso pasticciare di piani diversi, da quello spirituale a quello politico e sociale – chiunque non si mobiliti in questa lotta “per la salvezza delle generazioni future”, ha ammonito Gandolfini, dovrà “rendere conto a Dio della sua inerzia” – per finire con una lunga lezione sul carattere sessuato del corpo, che, peraltro, nessuno ha mai messo in dubbio. Non sono mancati innumerevoli passaggi retoricamente efficaci ma logicamente scorretti, come quando Gandolfini ha fatto credere che l’omosessualità diffusa in Svezia sia la principale causa dei suicidi nei Paesi scandinavi. Ha solo dimenticato di aggiungere che la stragrande maggioranza dei suicidi riguarda persone eterosessuali. O quando ha fatto credere che il Miur stia approvando, con la legge 107, l’educazione gender nelle scuole, inducendo a ritenere che i libretti diffusi dall’Unaar in alcune scuole siano stati diffusi su esplicito mandato del governo, quando in realtà l’ordine del giorno n.9/2994-B/5, approvato dalla Camera dei Deputati l’8 luglio 2015, ha denunciato le “storture” che quei libretti stavano introducendo nelle scuole rispetto al vero spirito della legge 107, libretti di cui il Miur stesso, di conseguenza, ha subito bloccato la diffusione. Quando si è troppo interessati a sconfiggere un nemico immaginario o ad attribuire a quello reale una malafede diabolica, l’effetto complessivo è di sfigurare anche il valore che ispira tutta l’operazione: che famiglia è una famiglia che si sente minacciata dall’approvazione sociale che alcuni dei suoi figli omosessuali ricevono dallo Stato? La famiglia a cui pensa Gandolfini, ieri ne ho avuto conferma, vorrebbe chiudere i propri figli nella palla di vetro di una società moralmente perfetta, nel timore che le leggi dello Stato e il costume diffuso possano indurli a cambiare sesso ogni giorno. La famiglia di Gandolfini, in poche parole, ha dimenticato che prima di preparare la strada ai figli, occorre preparare i figli per la strada».

Altrettanto significativo l’intervento di don Cosimo Scordato all’inizio dell’affollata celebrazione eucaristica nella chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria: «Oggi è la Pentecoste, la diffusione dello Spirito Santo. E proprio in questi giorni abbiamo avuto conferma che Egli agisce nella chiesa, ma anche oltre la chiesa. Talora sono proprio gli ambienti laici, come il Parlamento, a recepire le illuminazioni divine prima e meglio che gli ambienti ecclesiastici. Siamo felici perché preferiamo le unioni civili alle incivili, le unioni che somigliano alla famiglia alle unioni che non la ricordano, le unioni che testimoniano fedeltà alle unioni incrinate dall’infedeltà».

Personalmente mi sono ricordato di una delle prime teologhe italiane, Adriana Zarri, che da qualche parte ha lasciato scritto: «Amo Dio, amo la patria, amo la famiglia. E’ la loro stretta connessione che mi fa paura».

Augusto Cavadi, pubblicato su Centonove

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126006&typeb=0&i-cristiani-sono-tutti-contro-la-legge-cirinna-

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