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I dieci rifiuti che soffocano le spiagge italiane

Il Mediterraneo è un mare di plastica e sulle coste italiane si arenano milioni di bottiglie, stoviglie usa e getta e cotton fioc. L’allarme arriva dal rapporto Unep e dall’indagine di Legambiente ‘Beach Litter 2016’  e se il trend non si inverte potrebbe raddoppiare nel giro di otto anni.

Eppure qualcosa si sta muovendo. La multinazionale statunitense Johnson & Johnson ,che produce farmaci, apparecchiature mediche e prodotti per la cura personale e l’automedicazione, ha deciso di mettere al bando la vendita dei cotton fioc di plastica, uno dei rifiuti che maggiormente inquinano i mari.

Il Mar Mediterraneo è una “zuppa di plastica” 

Secondo il rapporto dell’Agenzia ambientale delle Nazioni Unite, ogni giorno finiscono nel Mediterraneo 731 tonnellate di rifiuti plastici. Se non si inverte la rotta questo dato potrebbe raddoppiare entro il 2025. E tra i Paesi che affacciano nel Mediterraneo, l’Italia, con una popolazione costiera di oltre 33 milioni di persone, è il terzo Stato inquinatore con una produzione di 89.755 chili al giorno di rifiuti. Peggio di noi fa solo la Turchia (con 144 tonnellate al giorno) e la Spagna (con 125 tonnellate). 

A rischiare sono i pesci, ma anche l’uomo

Nella sua indagine Legambiente ha monitorato un’area di 106.245 metri quadrati, pari a 800 campi di beach volley, dove sono stati trovati 33.540 rifiuti spiaggiati. I danni provocati all’ambiente, alla fauna, all’economia e al turismo sono seri. “Tartarughe marine, uccelli e mammiferi marini possono restare intrappolati nelle reti da pesca e negli attrezzi di cattura professionale oppure morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti (in particolare buste di plastica) scambiati per cibo”, spiega Legambiente nel suo rapporto. C’è da considerare, inoltre, che le microplastiche presenti nelle acque marine vengono ingerite da pesci, molluschi e crostacei e di conseguenza arrivano anche all’uomo che se ne ciba. 

 


La top ten degli oggetti ritrovati sulle spiagge italiane

  1. Piccoli pezzi di plastica plastica e polistirolo (22,3%)
  2. Cotton fioc (13,2%) 
  3. Mozziconi di sigaretta (7,9%) 
  4. Tappi e coperchi (plastica e metallo) (7,8%)
  5. Rifiuti di carta (5,5%)
  6. Reti da pesca e acquacoltura (3,7%)
  7. Stoviglie usa e getta di plastica (3,5%)
  8. Materiale da costruzione (2,3%)
  9. Bottiglie e pezzi di vetro (1,9%)
  10. Bottiglie e contenitori di detergenti (1,8%)

Il lungo viaggio del cotton fioc dal wc al mare

I bastoncini di plastica e ovatta vengono molto spesso gettati nel wc. Una pratica scorretta che fa sì che il cotton fioc arrivi direttamente al mare a causa dell’inefficacia degli impianti di depurazione esistenti. Tra i rifiuti che dagli scarichi giungono sulla spiaggia ci sono anche blister di medicinali, assorbenti e deodoranti per wc (in totale i rifiuti da mancata depurazione sono il 14%).

Johnson & Johnson dice addio ai cotton fioc in plastica

La multinazionale Johnson & Johnson ha deciso di mettere al bando nella metà dei Paesi del mondo la vendita dei cotton fioc in plastica, opterà per un formato più ecofriendly in carta. “Ci rendiamo conto che i nostri prodotti hanno un impatto ambientale ed è per questo che abbiamo deciso di passare dalla plastica alla carta per i bastoncini dei cotton fioc”, ha spiegato Niamh Finan, marketing manager della azienda. Come sottolinea la Marine Conservation Society, anche in Gran Bretagna nel 2016 i cotton fioc sono uno tra i rifiuti che più si ritrova sulle spiagge. 
 
Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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