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I “dispetti” del prete e scrittore Mauro Leonardi

Ogni tanto l’amico prete e scrittore Mauro Leonardi (vedi Huffington Post), mi fa un dispetto, senza volerlo ovviamente, senza volerlo.  Io non leggo Avvenire, e lui mette in home page, sul suo blog “Come Gesù”, che io frequento, un articolo tratto da Avvenire, articolo che mi tocca leggere per non essere scortese. Questa volta ha riportato l’intervista di Angelo Picariello a Paola Binetti, ma sì, la Binetti Paola, la senatrice del cilicio. Trascrivo qualche passo. Senatrice: “Se il Pd ha accettato di eliminare i riferimenti al matrimonio dal ddl Cirinnà l’accordo con Area popolare si troverà…  La riscrittura ci sarebbe già, anche incisiva, per eliminare proprio i continui rimandi al diritto di famiglia”. Picariello: “Si volta pagina?”. Senatrice: “Sono fiduciosa. Nel prepararmi a questa intervista ho studiato. E ho trovato nel testo attuale ben 19 riferimenti al «matrimonio», al «coniuge» e allo stato «vedovile». Un’analogia anche terminologica, quindi, alla disciplina del matrimonio… Noi siamo da tempo favorevoli a venire incontro alle istanze del mondo gay e siamo sempre più convinti che i tempi siano maturi per riconoscere i giusti diritti e le aspettative delle coppie omosessuali. Chiediamo solo – come chiede d’altronde la Consulta, – che non si crei una aperta o anche surrettizia assimilazione con la famiglia… Mancherebbe solo un altro tassello”. Picariello: “Dica”. Senatrice: “Sarebbe paradossale dopo tanti mesi dedicati a parlare di unioni civili che il governo si dimenticasse degli impegni presi con le famiglie. Mi riferisco in particolar modo alle famiglie numerose, a quelle con portatori di handicap al loro interno, che più di altre sopportano il peso della crisi…”.

Dopo aver letto, il dispetto si è fatto più consistente, giacché mi son visto costretto a dar ragione alla senatrice. E’ mai concepibile, infatti, che nel disegno di legge Cirinnà, compaia anche un solo velatissimo riferimento al matrimonio,  o al coniuge,  o allo stato vedovile? Vade retro Satana! E’ mai immaginabile che nel disegno di legge Cirinnà le coppie omosessuali siano anche lontanamente assimilate alla famiglia? Potrebbe accadere che le famiglie (chiedo scusa se abuso del termine) omosessuali, ritenendosi simili alle vere famiglie, comincino a divorziare, o peggio, che il coniuge più forte prenda a dominare su quello più debole, a maltrattarlo, come succede in tante famiglie italiane. La senatrice del cilicio ha mille ragioni. E se, per assurdo, una famiglia (chiedo scusa ancora) omosessuale diventasse famiglia numerosa? Lo Stato dovrebbe considerare i figli delle coppie omosessuali, uguali a quelli delle famiglie vere? Vade retro Satana! Il matrimonio è solo tra una donna e un uomo. E i figli non sono tutti uguali.

Renato Pierri

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