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I divorziati risposati che fanno già la comunione

DivorziatiUna ricerca del sociologo Introvigne per la Nuova Bussola Quotiana: «Il 75% dei sacerdoti italiani sa che tra i suoi parrocchiani ci sono divorziati risposati che si comunicano regolarmente».

Andrea Tornielli – Città del Vaticano  –
Molti divorziati risposati fanno già la comunione, nonostante il divieto. E questo avviene in molti casi in chiese diverse da quelle della comunità di appartenenza. È quanto emerge da una ricerca del sociologo Massimo Introvigne per la Nuova Bussola Quotidiana, che viene presentata questa sera a Trieste in occasione di un convegno sugli attacchi alla Chiesa.

«Il 78,4% dei sacerdoti italiani – spiega lo studioso – afferma di non conoscere nella sua parrocchia neppure un solo caso di divorziati risposati che non si comunicano e affermano di attendere un via libera dalla Chiesa per comunicarsi. Tra la minoranza di sacerdoti che invece ha questi casi in parrocchia, più della metà afferma che le coppie coinvolte sono solo una o due». 

Dai dati del sondaggio non emergerebbe dunque in vista del prossimo Sinodo sulla famiglia una grande attesa da parte dei divorziati risposati, non solo perché molti di loro non sono interessati a comunicarsi, ma perché molti di fatto già si comunicano, benché in teoria la Chiesa non lo permetta. «Secondo la ricerca – riferisce Introvigne – il 75% dei sacerdoti italiani sa che tra i suoi parrocchiani ci sono divorziati risposati che si comunicano regolarmente. Il 41% pensa che lo facciano ignorando completamente il sacramento della confessione, il 34% riferisce che questi divorziati risposati decidono di comunicarsi dopo un colloquio con il confessore».

I sacerdoti, fa notare lo studioso, quasi mai rifiutano la comunione a chi si mette in fila e si presenta all’altare, ma possono preoccuparsi delle ripercussioni sugli altri fedeli. «In effetti – riferisce il sociologo – secondo la ricerca, i sacerdoti pensano che, tra i divorziati risposati che decidono di comunicarsi dopo un colloquio con il confessore, il 75% si comunichi abitualmente fuori della propria parrocchia, seguendo quello che sembrava un consiglio tipico di sacerdoti d’altri tempi – “se ti senti, comunicati, ma fallo in una chiesa dove non ti conoscono per non creare scandalo” – che invece apparentemente è ancora di moda».

«Non ho la competenza per un commento teologico – conclude Introvigne – e naturalmente non possiamo conoscere il contenuto dei colloqui con i confessori che portano molti divorziati risposati alla decisione di comunicarsi. E quelli che lo decidono senza mai confessarsi sono di più. Penso tuttavia che contributi sociologici come questo non siano inutili al Sinodo. Confermano che la situazione è confusa e che la Chiesa non può astenersi dal mettere ordine. Ma, se nei sondaggi si cercano di accertare fatti invece che opinioni, si scopre spesso che i problemi sono diversi da come molti li rappresentano».

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/introvigne-divorziati-divorced-divorciado-risposat-remarried-32556/

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